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Zoff ed i balconi trasformati in uno stadio «Cantiamo Mameli come simbolo di forza»

DINO ZOFF
Zoff ed i balconi trasformati in uno stadio «Cantiamo Mameli come simbolo di forza»

Lo storico capitano azzurro dell’Italia campione del Mondo nel 1982 invita tutti gli italiani a rimanere uniti e a non avere paura 

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l’intervento

DINO ZOFF

I balconi d’Italia. Come tribune di uno stadio azzurro dove la partita, stavolta, è quella contro un avversario difficile, il più difficile perché invisibile: il coronavirus.

I balconi d’Italia cantano l’Inno di Mameli e il tricolore è il simbolo di unione, forza, coraggio: la nostra storia è là, il nostro futuro anche. Siamo fatti così e, così, ci presentiamo agli altri, con le nostre debolezze, ma con la nostra unicità.

l’incertezza

L’Italia non è un concetto astratto, ma qualcosa che puoi toccare con mano quando il dolore o l’incertezza sembrano occupare ogni spazio.

Il calcio, il mio mondo, si è fermato. Si è fermata, fra l’altro, anche la corsa rosa, quel Giro d’Italia che ha segnato la ripartenza e la rinascita del Paese nel dopoguerra e sarà così anche questa volta. Il calcio diventa un piccolo pianeta, troppo piccolo davanti ad un’emergenza sanitaria senza precedenti, ma, per un attimo, mi è venuta voglia di immaginare quei balconi e quei tricolori come nei pomeriggi o le serate di trentotto anni fa: in Spagna, nell’82, eravamo in difficoltà, ci tappammo la bocca dopo i primi tentennamenti e le numerose critiche e con l’atteggiamento e la coesione costruimmo, passo dopo passo, un cammino che ci portò a superare ostacoli all’apparenza insormontabili fino alla vittoria del Mondiale. Argentina, Brasile, Polonia, Germania e arrivò il trionfo di Madrid con una nazione al nostro fianco.

il sentimento

C’è un però che viene prima dei balconi d’Italia. Questo sentimento che ci lega nei momenti più bui deve essere così anche se il contesto è diverso, cambia e torna alla normalità. Occorre vivere queste situazioni sempre perché sempre dovremmo sentirci parte integrante di un disegno più grande: se il contesto ci preoccupa, ma anche se non ci crea turbamenti. Se davanti a noi c’è un nemico invisibile da sconfiggere o se non ci sono ostacoli. La risposta all’emergenza sanitaria dell’Italia è dentro ad una presa di coscienza (finalmente) generale. E, anche, a gesti che hanno un valore non solo simbolico: il Paese ha capito che deve lottare. Deve farlo per chi soffre e per evitare altre, numerose, sofferenze.

I balconi d’Italia, il tricolore che sventola, gli applausi al personale medico sono un messaggio al mondo, il nostro: uniti si vince. Ascoltare l’Inno di Mameli mette e metterà sempre i brividi. Farlo dai balconi nelle ore più drammatiche ancora di più.

Un invito, il mio: non dimentichiamoci di questa condivisione quando il nostro presente tornerà come era prima. Dimenticare sarebbe imperdonabile. Sarebbe un’occasione persa. –



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