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Gli Europei slittano di un anno Oggi l’annuncio dell’Uefa

Guglielmo Buccheri
Gli Europei slittano di un anno Oggi l’annuncio dell’Uefa

Sarà accolta la proposta che è stata avanzata dalle leghe maggiori e dai calciatori Ai club verrà chiesto di condividere le perdite economiche. La serie A contraria

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La sede Uefa di Nyon, questa mattina, diventerà il campo principale del calcio europeo al tempo del coronavirus. Un campo simbolico perché gli uffici svizzeri, di fatto vuoti, avranno la funzione di regia in una larga, larghissima teleconferenza continentale: il presidente Uefa Ceferin si collegherà dalla sua Slovenia dove è bloccato, i 55 numeri uno delle varie federazioni dai rispettivi paesi, così come i vertici delle Leghe e quelli dell’Eca, l’Associazione che raggruppa i club europei sotto la guida di Andrea Agnelli.

Euro 2020, coppe e campionati nazionali: il rebus sul nuovo calendario e sui possibili, inediti, format per Champions ed Europa League può trovare soluzione solo se gli Europei verranno spostati in un’altra data.



Sarà così? La scelta appare obbligata e sul tavolo rimane solo da decidere quando verrà rimesso in agenda il primo europeo itinerante della storia, con l’opzione del prossimo anno – giugno e luglio 2021 – molto più accreditata di quella del prossimo novembre.

L’Europeo slitterà, perché così chiedono le federazioni e perché così vogliono i club e i giocatori. Ceferin, gran capo dell’Uefa, prenderà atto di una volontà, ormai, comune, ma chiederà alle parti in causa di condividere la perdita economica per un evento che non andrà in scena e da quantificare in circa 300 milioni di euro: del tema sono già state informate le società di serie A durante l’Assemblea di ieri e la risposta immediata fa presagire quello che diventerà terreno di scontro.

Spostato l’Europeo, i campionati nazionali avranno la possibilità di occupare nuove finestre per portare a termine i propri cammini, una volta che l’emergenza sanitaria lo permetterà: l’idea di sforare oltre il 30 giugno potrebbe non essere più un tabù perché, nell’eventualità, verrebbero presi provvedimenti per ovviare ai problemi legati alla scadenza dei contratti, delle sponsorizzazioni, delle assicurazioni dei giocatori. Spostare di un anno gli Europei darebbe anche l’occasione per ripensare agli ultimi passaggi delle competizioni europee.

Per la Champions League l’ipotesi suggestiva vedrebbe semifinali e finale disputate in una sorta di Final four, tutto in una settimana e, possibilmente, nell’ultima di maggio a Istanbul, sede attuale dell’atto finale della coppa (gli ultimi quattro ottavi ed i quarti potrebbero essere giocati i una gara unica). Per l’Europa League potrebbe valere lo stesso inedito format, con semifinali e finale a Danzica.



Il giorno più lungo del pallone continentale andrà in scena in tre tempi. Nel primo, da Nyon saranno collegati Ceferin, i vertici dell’Eca e quelli del sindacato calciatori. Poi, spazio alla riflessione con i presidenti di tutte le federazioni affiliate all’Uefa e, ultimo tempo, la scelta del Comitato esecutivo del massimo organismo del calcio europeo. Il verdetto più atteso è scontato: niente Italia-Turchia all’Olimpico di Roma il 12 giugno. Niente partita inaugurale. —



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