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Quando il Cus aveva lo scudetto sul petto Ecco gli “annus mirabilis” della pallaovale

d. c.
Quando il Cus aveva lo scudetto sul petto Ecco gli “annus mirabilis” della pallaovale

Nel palmares della sezione rugby ci sono tre titoli italiani universitari: conquiste che sono pagine indimenticabili per il movimento ferrarese 

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la storia

Assieme a svariate promozioni e ad una Coppa Italia, il Cus Ferrara rugby vanta nel palmares tre titoli italiani a livello universitario. Tre momenti destinati a restare nella storia del club.

Anni settanta

Nel 1972 il Cus Ferrara, rinato da tre stagioni e militante in serie C, partecipa al campionato tricolore organizzato dal Cusi. Si gioca a Viareggio e Ferrara a sorpresa elimina Parma e Genova militanti in A e la notizia fa scalpore. I cussini arrivano così in finale contro il Cus L’Aquila, ma un drop dell’apertura Ponzi, più volte nazionale, condanna alla medaglia d’argento gli universitari ferraresi. Nel 1974 a Macerata il Cus conquista un buon terzo posto, ma nel 1975 arriva il colpaccio. Il Cus Ferrara batte il Cus Venezia e va alle finali con Milano, Palermo e Napoli, tutte imbottite di giocatori di serie A. Gli estensi senza i nazionali Ferracin, Salvan ed Elio de Anna, battono il Palermo 10 a 9 nella prima partita, perdendo di misura dal Napoli 15-10 dopo aver condotto a lungo. In questa partita si mise in luce un giovane abruzzese, Ugo Taddeo, arrivato al Cus Ferrara negli anni della rinascita. In quel match di fronte a lui gioca Cucchiella, anche lui abruzzese, prima linea titolare in serie A e con diverse presenze in nazionale. È una sfida nella sfida. Taddeo fa soffrire le pene dell’inferno al titolato rivale ed il suo sorriso al rientro negli spogliatoi era l’immagine di un rugby purtroppo dimenticato. Era il sorriso del bambino che per Natale trova sotto l’albero il regalo chiesto con la letterina a Babbo Natale. Per il gioco degli scontri diretti, Ferrara si trova a dover affrontare il Milano nell’ultima giornata (2 maggio 1975) per quella che diventa di fatto una finalissima. Meneghini super favoriti, ma Romano Bettarello allenatore del Ferrara schiera un XV di alto livello, basti pensare alla seconda Passarotto, alle terze Degan, Bergamasco e Roversi, all’apertura Toffoli, all’estremo Zanella. Unici due ferraresi, il pilone Ugo Taddeo che diede un contributo fondamentale in mischia ordinata, ed un giovanissimo Andrea Fabbri che schierato seconda linea come saltatore catturò palloni importanti in rimessa laterale. Avanti 10 a 3 al riposo Milano sembra predestinato, anche perché Ferrara per vincere deve segnare almeno tre mete, ma nella ripresa il Cus Ferrara si scatena. Segna subito Taddeo, imitato poco dopo da Roversi, Toffoli e Bergamasco che trasformano il successo del Ferrara in un autentico trionfo, come scrissero i giornali dell’epoca. I restanti punti ad opera del piede di Toffoli. Il finale di 23 a 13 porta al primo titolo italiano universitario del rugby ferrarese.

Anni ottanta

Dopo varie edizioni dove il Cus Ferrara cade sull’ultimo ostacolo prima delle finali, il 1986 sembra nascere sotto una buona stella. I ferraresi travolgono 78-0 il Pavia e poi – con ancora nelle orecchie le parole di Doro Quaglio che annuncia l’addio a Ferrara a fine stagione – vincono 9 a 7 a Torino. In una semifinale da brivido, l’indirizzo errato del campo (da Parma si giocò a Noceto) costringe i ferraresi a cambiarsi in pullman per arrivare pronti entro la mezz’ora canonica. Poi brividi anche in campo con Ferrara rimontato e sotto 12 a 4 al riposo. Saranno una meta di mischia e due calci di Barion a ribaltare il punteggio che vedrà il Cus Ferrara vincere 14-12 ed accedere alla finalissima con il Cus Padova. Al Comunale di Salsomaggiore la partita è pazzesca per intensità. Le mete di Borgato e Raisi ed i calci di Barion tengono avanti il Cus Ferrara che va al riposo sul 18 a 9. Nella ripresa segna Zarbo, poi Padova ha una decisa impennata d’orgoglio che porta, con due mete, il parziale sul 22 a 19 a 5’ dalla fine. Qui tanti piccoli capolavori si fondono per il successo finale. Il pack ferrarese stremato continua a limitare le fonti di gioco, Tiengo schierato estremo ferma due volte in situazione di “uno contro uno” l’attacco avversario e cuce di fatto il tricolore sulle maglie ferraresi. Cavaliere, forse alla sua miglior prestazione in maglia cussina, annulla Rossi ala del Petrarca nel massimo campionato italiano. Questi i campioni italiani 1986: Tiengo, Zarbo (Ricci), Bimbatti, Visentin, Cavaliere, Barion, Raisi, Lucchin, Borgato (Severi), Michelotto, Chimera, Bombonato, Marzolla, Salvan. Nel torneo hanno giocato anche Marco Farinatti, Carlini, Piccinini, Battaglia, Brondi, Ferroni, Miglioli, Diego Salvan, Sapigni, Tassinari, Correggioli, Forni, Carrara. L’anno successivo Ferrara gioca con lo scudetto cucito sulle maglie e batte Pavia 52 a 0 e poi Milano 40 a 6. Il Cus vola a Palermo per difendere il titolo. Qui batte ancora una volta il Cus Pisa in semifinale per 28-10 arrivando alla finalissima contro il Cus Napoli.

Che la finale sarebbe stata in salita si è capito subito, la mattina del match, quando il direttore di gara, il catanese Condorelli, arrivò al campo in auto con Fusco, capitano dei partenopei, ridendo e scherzando come vecchi amici. La convinzione che la vittoria sarebbe stata un miracolo arriva al secondo minuto quando il direttore di gara espelle, senza aver visto il presunto fallo, il pilone cussino Zamana. Nonostante questo il Cus segna tre mete (Trombetta e doppietta Cavaliere) contro avversari che però son più precisi dalla piazzola e arriva sotto 19 a 17 all’ultimo minuto. Ferrara ci crede e da una mischia ai 5 metri la terza linea Zurma parte e segna in maniera netta, ma per il direttore di gara non è così. Giustifica balbettando la sua decisione e fa riprendere il gioco addirittura in maniera differente da quella prevista dal regolamento per l’accaduto dichiarato. Il tutto per poi fischiare subito la fine.

Anni novanta

Nel 1994 la formula dei nazionali Universitari cambia e si cerca di dare sviluppo al Seven. L’ambiente è galvanizzato dalla promozione in B acciuffata con lo spareggio vinto sul neutro di Frassinelle, contro l’Ova Pieve di Cento per 14 a 8: alle finali di Pesaro ci si va più che altro per fare festa. Il tecnico Fabbri organizza un paio di allenamenti e si parte. A sorpresa il Cus Ferrara batte 26 a 5 il Catania, poi 19 a 5 il fortissimo Padova per chiudere con un perentorio 33 a 5 con Roma. Nei quarti vittoria perentoria 20 a 12 sul Napoli, bissata da quella in semifinale per 12 a 5 sul Cus Genova allenato dall’ex azzurro e dirigente federale Marco Bollesan. In finale arriva il Parma guidato dal celebre tecnico francese Guy Pardies. Sarà una partita al cardiopalma; con mete di Papadia e Goberti il Cus va sul 14 a 12, ma a tempo scaduto l’arbitro decreta un calcio di punizione per i parmensi. Tutti seguono col fiato sospeso la traiettoria dell’ovale, che sfiora i pali ed esce. Ferrara Campione d’Italia per la prima volta nella formula Seven. A suggellare il trionfo la squadra viene ricevuta in rettorato dove vengono premiati Balzan, Rubbi, Goberti, Soffritti, Papadia, Farinatti, Bruni Pirani, Congregalli, Squerzanti, Golfetti ed anche Rizzati, Vincenzi e Blanzieri. Da allora il 1994 sarà ricordato come “annus mirabilis”.—

d. c.

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