De Gregorio e la famiglia Spal «Dobbiamo toccare i tasti giusti»
Palleggi, dribbling e capriole con esultanza: ecco i “compiti” a casa per i giovani del vivaio Lo staff coinvolge anche i genitori per rinsaldare il senso di appartenenza ai tempi del Covid-19
l’intervista
I giovanissimi spallini dell’attività di base sono “the most youngers”, i più giovani in assoluto. Quello tra i cinque e i dodici anni è lo step basilare – tecnico ed educativo – d’approccio al calcio giocato. Un’eventuale successiva continuità, starebbe a significare ingresso nel settore giovanile (agonistico). Due mondi in stretta correlazione tra loro che nel caso specifico della Spal sono perennemente in costante aggiornamento ed evoluzione. Massimiliano De Gregorio dal 2018 è il responsabile dell’attività di base biancazzurra, divisa in quattro macro aree: tecnica, organizzativa, medico sanitaria e fisico motoria. E in queste settimane di stop forzato, con lo staff biancazzurro si sta ingegnando. Due volte alla settimana, nei giorni in cui ci sarebbero stati gli allenamenti, video chat con tutti i bambini e sfide all’Ok Corrall cui dedicarsi fino all’appuntamento successivo: tot palleggi da eseguire in casa o in cortile, dribblare i birilli con tacco e punta a due tocchi, palla in cielo con capriola ed inventarsi l’esultanza più bella. In tutto questo, i genitori a filmare e inviare nella chat comune. Una meravigliosa comunità spallina.
De Gregorio, come si sviluppa questo percorso di un piccolo calciatore?
«L’attività di base della Spal è molto ampia: abbiamo ottanta tesserati, dall’Under 9 all’Under 13, che praticano tra Malborghetto e via Copparo. Di pari passo portiamo avanti l’Accademia (Vigarano e Masi, dai Piccoli Amici all’Under 12 con 150 bambini; ndr). Ci terrei a sottolineare anche “Spalle Larghe”, un progetto rivolto a ragazzi con alcune difficoltà. Per tutto ciò contiamo su una quarantina di persone tra tecnici, preparatori e laureati in scienze motorie. Ricordo anche la collaborazione tecnica con settanta scuole calcio di tutt’Italia per il progetto “Affialiate” seguito da Marco Aventi».
«Quest’anno – ha proseguito De Gregorio, sottolineando altri aspetti – abbiamo aumentato le ore di attività motoria dei ragazzi, cercando di risolvere quest’esigenza. E ci tengo a sottolineare che abbiamo articolato un progetto scuola da proporre come Spal alle primarie e secondarie di Ferrara e provincia per collaborare all’attività motoria dentro le scuole stesse a cadenza settimanale e mensile».
Nell’attività di base esiste il ruolo d’istruttore e di educatore e non quelli di “mister, allenatore”...
«Esattamente, perché l’approccio e l’atteggiamento sono completamente diversi. Quello dell’istruttore è un ruolo delicato, che va oltre i semplici aspetti tecnico tattici di campo. In funzione dell’età bisogna saper toccare i tasti giusti nei ragazzi. Si va dall’allacciare le scarpe fino all’educazione ai giusti comportamenti, al rispetto e alle sane abitudini alimentari. Non ultimo è l’obiettivo di coltivare la passione per questo sport e creare un sentimento. Lavoriamo anche sulla crescita di un senso d’appartenenza specifico in chiave Spal, osservando l’affezione che l’Atalanta in Italia è stata capace di trasmettere nella sua realtà. Pensiamo, inoltre, che sia fondamentale far capire cos’è lo spirito di sacrificio perché questi ragazzi vedono i calciatori di A come un punto d’arrivo ma non hanno ovviamente ben chiaro tutto il percorso di mezzo per ambire a quei livelli».
Tema delicato: gestione rapporto con le famiglie.
«È importante che sia sincero, diretto e constante. A inizio anno facciamo sempre una riunione dove mettiamo in chiaro poche ma chiare regole. Per i confronti singoli ci siamo sempre, ma non per discorsi tecnici, tattici o di aspettative. I genitori devono esser sempre bravi a lasciar sbagliare i propri ragazzi».
La cosa che le ha dato maggiore soddisfazione da quando è alla Spal?
«Sono arrivato circa sei anni fa su richiesta di Ruggero Ludergnani, che mi ha dato questa possibilità. Ho fatto l’allenatore nelle categorie selezionate, poi da due anni sono in questo progetto che mi sta coinvolgendo tanto. La soddisfazione più grande è vedere che le cose funzionano e vengono fatte con passione. Se guardiamo al campo, l’attuale gruppo dei 2006 di cui si parla un gran bene è figlio di un grande lavoro».
Nel mentre, da qualche mese, De Gregorio è impegnato anche come mister dell’U15…
«Mi sono semplicemente messo a disposizione di questi ragazzi cercando di creare in loro un po’ di autostima e chiedendogli di porsi un obiettivo. Sta andando molto bene. Non vedo l’ora di tornare sul campo, perché quello manca a tutti».
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