Paradiso: in Lombardia un momento terribile La Spal? Dipende da come evolverà la stagione
L’ex punta biancazzurra a tutto campo: dovesse ripartire il torneo bisogna vedere come si svolgerà, in caso di playout più chance di salvezza
l’intervista
Qualche giorno fa l’indimenticato bomber spallino della seconda metà degli anni Ottanta ha spento 58 candeline. Amerigo Paradiso, entrato nei cuori dei tifosi di fede estense a suon di gol (ventisei totali nei tre anni di Serie C 1985/1988), non sarà mai un personaggio banale per gli amanti del mondo Spal. Il campione del popolo arrivato dalla Lombardia, più precisamente dai giganteschi palazzi di via Harar a Milano (a meno di 200 metri da San Siro che l’ha visto esordire in serie A, nel 1981 con la maglia dell’Inter).
Amerigo, prima di parlare di calcio non possiamo non chiederle un pensiero sul difficile momento italiano e in particolare della sua terra d’origine.
«Io ormai da parecchi anni vivo nei dintorni di Sassuolo, ma è chiaro che a Milano ho tanti parenti e in questa situazione il mio pensiero va a loro. Fa veramente impressione vedere la città in queste condizioni».
Tra l’altro la zona maggiormente colpita è il Bergamasco, territorio del suo amico ed ex compagno alla Spal, Aladino Valoti…
«Con Aladino ci sentiamo da sempre tutti i giorni. Abbiamo un gruppo WhatsApp con all’interno un paio di amici, tra cui anche Salvatore Profumo e Giorgio Roselli. L’altro giorno ci ha fatto sentire in diretta un audio con un via vai pazzesco di ambulanze. Che brutta storia».
Il vostro rapporto d’amicizia è duraturo dai tempi di Ferrara.
«Assolutamente. Già in città era nata una grande amicizia. In centro storico io abitavo con la mia futura moglie e lui stava nella casa di fianco. Negli anni poi ci siamo ritrovati a San Benedetto del Tronto, abbiamo fatto diverse vacanze estive assieme e ho lavorato per lui come osservatore ai tempi in cui era diesse dell’Albinoleffe».
Cosa ci dice di Mattia? Il Valoti Jr.
«Sinceramente l’ho visto poche volte di persona, non ho avuto modo di conoscerlo approfonditamente nella sua crescita. È un bravissimo ragazzo, con la testa sulle spalle. Come calciatore tecnicamente è fortissimo, ma le sue potenzialità totali non sono ancora state espresse. Credo possa esser quel tipo di calciatore capace di venir fuori alla distanza giocando con continuità. Di Biagio lo vede molto, vedremo se il prossimo anno potrà essere quello del definitivo salto di qualità»..
Sperando naturalmente che la Spal sia ancora in A…
«Ci sarà da capire quali saranno le decisioni in merito al futuro del campionato. A dicembre ero più fiducioso sulla salvezza della squadra, ma sono state perse parecchie occasioni. Alla Spal non è nemmeno girata troppo bene in alcuni frangenti: magari quei 4-5 punti in più adesso darebbero una classifica diversa. Se si ripartirà servirà un mega filotto. Se saranno playout i biancazzurri potranno dire la propria perché con le rivali se la giocano eccome».
Da bomber a bomber. Si aspettava un’altra stagione super di Petagna?
«È un trascinatore, è forte e ha tanta personalità. Penso sia un professionista esemplare: in campo dà sempre tutto e ha continuato a lottare anche una volta formalizzato il passaggio in una piazza come Napoli. Probabilmente una seconda punta forte al suo fianco l’avrebbe agevolato ancor di più».
È una Spal che sta lanciando anche qualche giovane. Lei lavora da anni in questo settore del calcio…
«Sì, mi sono dedicato a quello e ora sono in una realtà ben organizzata come lo Sporting Chiozza, la cui prima squadra fa la Promozione. Seguo le due annate dei Giovanissimi, mi diverto molto e in questo momento le attività mi mancano. Tornando alla Spal, dico che anche a livello giovanile stanno facendo cose importanti. Vedo che la Primavera va molto bene, alcuni ragazzi si sono anche già affacciati alla serie A, ma anche il mio amico Fabio Perinelli, che sento spesso, è soddisfatto della sua Under 17». —
Alessio Duatti
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