Il Kleb si aggrappa alle decisioni della Fip D’Auria: «Io non mollo Ora e anche in futuro»
Ieri lunga riunione di Lega per tentare di salvare la stagione La serie B ritiene chiuso il campionato, l’A2 aspetterà fino al 15 aprile
il caso
Marco Nagliati
Due ore e mezza di conference call, dalle 11 alle 14.30, e la decisione di rinviare qualsiasi... decisione definitiva. La Lega Nazionale Pallacanestro prende tempo, cercando di salvare un rimasuglio di stagione. Perlomeno in serie A2 perché, invece, l’intera serie B spinge per la chiusura immediata. Anzi, parecchi team cadetti ritengono sin d’ora esaurita la parentesi stagionale. La seconda serie cestistica nazionale invece no, non si arrende. Pur se alcuni dirigenti spingono per seguire il sentiero cadetto. «Però abbassare le saracinesche adesso oppure il 15 aprile cambia nulla» dice Francesco D’Auria, il presidente del Kleb Ferrara.
lo scenario
In sostanza le società della serie A2 si rimettono alla Federbasket, che sta cercando di individuare un salvagente per la Serie A. Si trovasse il modo di far proseguire l’attività nel massimo torneo, pure l’A2 si accoderebbe. Con formule diverse perché differente è il format del campionato, ma con il pass federale per far rimbalzare i palloni nei palasport. Non a porte chiuse. La Federazione aveva inizialmente posto la dead line al 3 aprile, ora pare che la forbice si allargherà fino a mercoledì 15. Un po’ per prendere tempo e capire l’evolversi del virus e delle decisioni governative, un po’ perché da regione a regione i termini restrittivi differiscono. Le ipotesi sui cui Petrucci (il presidente federale) sta ragionando sono diverse: c’è tempo fino a metà del prossimo mese. Comunque vada, ieri D’Auria teneva molto a far passare un messaggio: «Noi ci saremo. Ora se si dovesse ripartire, oppure l’anno prossimo per un nuovo campionato. Sia chiaro: io non mollo».
stipendi
Almeno la metà delle società di A2 ha saldato ai giocatori gli stipendi di febbraio: Ferrara è tra queste. Marzo entra invece nella zona grigia: quella in cui gli sponsor devono affrontare ben altri problemi, i palazzetti sono chiusi e non si fanno incassi e i giocatori per causa di forza maggiore non si allenano. La LNP ha già avviato una collaborazione con l’assogiocatori per affrontare il problema, cercando formule che non facciano fallire i team e tutelino per quanto possibile gli atleti. Ma che possano venire onorati in toto i contratti firmati la scorsa estate appare ben complicato. Si naviga a vista e si attendono gli eventi, tenendo conto che se poi si potesse ripartire i ragionamenti con i giocatori sarebbero ben diversi rispetto ad una serrata prematura prima di primavera.
la date del campionato
La speranza, intrisa nell’ottimismo, riporta nel 15 aprile la possibilità di riprendere - con tutte le eventuali cautele del caso - gli allenamenti. Con il mercoledì 13 maggio quale data ideale per riaccendere il campionato. Andrebbero recuperate le gare che rendono incompleto il termine della stagione regolare, poi rimarrebbe la fase ad orologio probabilmente dimezzata: solo tre match invece di sei. Poi sarebbero playoff. Quanto a playout e alle retrocessioni difficile mettere a fuoco la situazione: perché se la B si ferma adesso, poi farebbe fatica a rivendicare posti in A2.
usa e mercato
Quasi tutti i giocatori statunitensi sono tornati in patria, compresi gli estensi Folarin Campbell e Sekou Wiggs. Difficile pensare possano rientrare tutti alla base, anche perché dovrebbero comunque osservare un altro periodo di quarantena. In teoria, nel progetto dei club, i tempi ci sarebbero: a metà aprile scatterebbe la convocazione, poi fermi nelle abitazioni italiane fino al termine del mese. Ritorno in palestra a inizio maggio e pronti per l’ipotetica data del 15. Non tornassero? Le società chiederanno l’apertura del mercato per poter colmare i “buchi”, intervenendo sul panorama indigeno anche - a quel punto - sui giocatori liberi se la B fosse già in archivio. Torneo falsato, ovvio. Ma qualcosa resterebbe. Palla alla Fip. —
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