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Tutte le giovanili dell’Ariosto procedevano a gonfie vele Ma ora ripartire è impossibile

Enrico Ferranti
Tutte le giovanili dell’Ariosto procedevano a gonfie vele Ma ora ripartire è impossibile

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«Siamo molto contenti dei nostri atleti, un’ottantina tra maschi e femmine, perché hanno grande passione, notevole partecipazione e motivazione negli allenamenti». Con queste parole Katia Soglietti, capitano dell’Ariosto nonché dirigente del club stesso, inquadra il settore giovanile della società di pallamano. Una realtà che rappresenta un fiore all’occhiello.

«Partiamo dai più piccoli con un gruppo di 15-20 bambini e bambine delle scuole elementari - spiega la Soglietti - che vanno dai 5 ai 12 anni: per loro gioco/sport con avviamento alla pallamano due volte alla settimana. A seguire abbiamo una squadra Under 13 femminile che stava partecipando con l’Aics ad un bellissimo campionato con tantissime partite, proclamandosi campionesse d’inverno e vincendo praticamente tutto».

«Idem per le due Under 13 maschili che stavano andando molto bene. Salendo d’età abbiamo l’Under 15 e l’Under 17 femminili. Prima dello stop entrambe le squadre occupavano la 2ª posizione in classifica».

Lo stop imposto dei campionati, dunque: «Indubbiamente dovuto - dice la Soglietti - ma che interrompe un percorso di crescita e che, di fatto, toglie ogni traguardo che atlete, allenatori e società avevano programmato. Avevamo sognato una finale nazionale Under 17 anche perché 4-5 di queste atlete giocano in pianta stabile nel campionato di serie A2 femminile».

Capitan Soglietti si sofferma anche su riflessioni che fanno riflettere: «Questo periodo che stiamo affrontando non è per niente facile, non solo dal punto di vista fisico ma anche psicologico. Abbiamo sospeso gli allenamenti in palestra da un giorno all’altro, credendo di poterci ritrovare dopo poco ed invece non è stato così: ti alleni duramente per sette mesi e prima di arrivare al traguardo succede il caos. La nostra società sta vivendo enormi preoccupazioni, in primis il non riuscire a mandare le proprie atlete nei rispettivi comuni e case d’origine perché costrette, come tutti, a stare chiuse nelle loro abitazioni».

Tornando ai campionati: «Per quanto riguarda le giovanili, penso che il punto sia già stato messo. Per A1 e A2 stiamo attendendo risposte dalla federazione anche se ritengo che l’annata sportiva sia conclusa. Parlare del prossimo torneo adesso è per me impossibile, perché mai come oggi viviamo alla giornata» —

Enrico Ferranti

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