In archivio l’annata di Fedia e Cus Ferrara Basta cesti per 2G Design e Argenta
Il rugby nazionale e la pallacanestro regionale ieri hanno annunciato l’interruzione definitiva della stagione: appuntamento al 2020/2021
la decisione
C’è chi si interroga, chi tentenna. Chi prende tempo e chi tenta di salvare la stagione. E chi, invece, già a fine marzo pone lo stop all’attività. Su binari diversi. Il rugby ieri l’ha data vinta al coronavirus: campionati cancellati a tutti i livelli. Dai Nazionali ai regionali. Quindi stop per il Fedia di serie A femminile e per il Cus Ferrara di serie B maschile. Il basket, invece, va di slalom: la serie A sogna di ripartire, la B chiede di chiudere. Tutti in attesa delle decisioni della Fip nazionale. A livello regionale invece, ieri , serranda abbassata. Ufficialmente. Con lettera ai singoli comitati inviata dal presidente Petrucci. Per 2G Ferrara Design (serie C Gold), Cestistica Argenta (serie C Silver) e Scuola Basket Ferrara (serie D) le palestre riapriranno - se possibile - a settembre per la stagione 2020/2021. Annullata anche l’annata giovanile che chiama in causa Vis, 4 Torri e Benedetto Cento.
pallaovale nei guai
Quel che fece la guerra l’ha fatto anche il coronavirus. Il rugby italiano dice stop: così dopo i tornei ’44 e ’45 anche lo scudetto 2020 non sarà assegnato e non ci sarà altro esito sportivo per tutte le categorie fino alla C2 e giovanili. La Fir è la prima grande federazione a passare il Rubicone (solo la Fipic - basket in carrozzina - l’aveva già fatto ma con numeri decisamente diversi); tutto rimane congelato così com’è senza formule alternative, anche perché le misure emergenziali del governo non sono prevedibili. A tutela del movimento saranno varate misure di sostegno straordinarie. Vedremo che ne scaturirà nella riunione di mercoledì 1 aprile.
Come per ogni decisione presa, c’è chi sarà scontento perché magari aveva già la promozione in tasca, ma ci sarà anche chi ne gioirà perché evita una retrocessione ormai conclamata. Il Cus Ferrara sicuramente fa parte di questo schieramento. Il Fedia vedeva le speranze salvezza ridotte al lumicino ed il Geostudio stava combattendo con una crisi numerica in rosa che ne colorava l’orizzonte a tinte fosche. «A tutta la squadra dispiace un epilogo del genere - dice Maria Chiara Benini, capitano delle bianconere - perché ci sarebbe piaciuto giocarcela sul campo, ma onestamente era inevitabile. Ultimamente avevamo ritrovato serenità in seno all’ambiente e stavamo lavorando bene: eravamo ben decise a vender cara la pelle. Il momento lo stiamo vivendo male tutte, perché dal vedersi tutti i giorni fra campo e palestra, facendo proseguire i nostri rapporti anche nel tempo libero, all’essere confinate in casa è brutto».
«Come vedo il futuro? Difficile - prosegue Benini - la nostra squadra è gruppo coeso di ragazze di Ferrara, Badia e Bologna e pare che proprio sotto le due torri voglia ricrearsi una squadra. Questo vorrebbe dire che le bolognesi tornerebbero a casa, lasciando noi con evidenti carenze numeriche in organico. E fare un’altra stagione in Elìte senza numeri è impensabile».
alle spalle
«Brutto da dire, ma a noi la sospensione ha fatto solo un piacere - commenta Lorenzo Bondoni, capitano del Geostudio Cus Ferrara -. Rugbisticamente parlando era doveroso lottare sul campo, ma per come eravamo messi ad inizio anno (ecatombe di atleti a spolpare la rosa; ndr) va bene così. È una decisione forte quella presa, ma anche la più intelligente che si potesse fare. Sicurezza nei confronti della malattia, ma anche sicurezza per i giocatori semmai si fosse ripreso di corsa a giocare. Dopo uno stop così lungo, anche fosse stato dato un periodo di richiamo atletico, sarebbe stato facile incappare in un infortunio. Speriamo di poterci lasciare tutto alle spalle il più presto possibile e tornare al nostro quotidiano».
le minors cestistiche
Dunque, i campionati “minori”, dalla Serie C Gold in giù, si sono definitivamente fermati: stagione 2019/2020 congelata. Niente promozioni e niente retrocessioni. Anche la 2G Ferrara Design, quindi, deve alzare bandiera bianca. «L’aspetto sportivo è in secondo piano rispetto alle considerazioni legate alla salute e alla sfera sociale – dice coach Adriano Furlani, tecnico dei biancazzurri –; chiudere definitivamente i campionati minori è una decisione da condividere per un semplice motivo: i grandi numeri sono nei campionati regionali, dalla C Gold in giù, per cui il rischio sarebbe stato enorme. A maggior ragione considerando tutti i settori giovanili. Adesso la Federazione dovrà essere brava a cercare di mantenere la base».
Furlani va ad ampliare la riflessione: «Il pericolo maggiore è che molte società faranno fatica, in più questi ragazzi che ora non possono andare in palestra o fare altre cose, bisognerà continuare a tenerli fidelizzati al nostro movimento. Bisognerà trovare soluzioni adeguate per salvaguardare le piccole società che sul territorio fanno da serbatoio al movimento più in alto».
«Dico che non esiste avere una testa senza avere un corpo - ha continuato Furlani -: i campionati di elite, salvo situazioni drammatiche, anche più avanti troveranno una soluzione per fare una fase finale che dia un senso al campionato. Alla luce della proposta di bloccare i campionati di Serie B, beh, non aveva senso che ci fosse una continuità più in basso, considerando, lo ripeto, che i grandi numeri sono sotto. Le “minors” sono il movimento che racchiude il maggior numero di giocatori».
Resta il fatto che è frustrante finire così una stagione... «L’aspetto lavorativo non va sottovalutato, per molti è la perdita dello stipendio. Alcuni giocatori, anche in C Gold, giocano da professionisti e non certamente da dopolavoristi. Ci sarà un aspetto economico che andrà ad incidere pesantemente sui bilanci familiari individuali, dopo di che c’è l’aspetto sportivo. La mancanza del campo, della sfida, è congelata ed è giusto che sia così, anche perché ci sono delle priorità che vanno oltre questo. La società, come del resto la Federazione, dovrà essere brava a fare in modo di non perdere quei livelli che si sono raggiunti nel tempo, con il lavoro e la fatica. Il rischio non è l’aspetto sportivo, anche perché tutti troveremo un modo per competere, ma sarà quello di salvaguardare i livelli raggiunti, come del resto i bilanci delle piccole società. Questo blocco all’intero paese genererà delle situazioni a cascata che provocheranno delle ripercussioni sull’aspetto economico e i piccoli club ne risentiranno».
capolinea
Anche per la Cestistica Argenta, di conseguenza, la stagione 2019/2020 è giunta al capolinea. Il cammino straordinario della formazione di coach Bacchilega s’interrompe, lasciando tanto amaro in bocca per l’impossibilità di portare a termine un campionato in cui Argenta, da neopromossa, si trovava addirittura al secondo posto in classifica coltivando quanto meno il sogno di un piazzamento nella griglia dei playoff. Il dispiacere e la delusione emergono inevitabilmente nelle parole dell’allenatore Michele Bacchilega, autore prima della storica promozione in C Silver, poi di un cammino ben sopra ogni più rosea aspettativa. «Finisce tristemente una stagione in cui stavamo facendo qualcosa di straordinario - commenta l’allenatore argentano -, iniziata ad agosto con un gruppo di ragazzi con la “R” maiuscola, sempre pronto a sacrificarsi, a sudare, ad ascoltare e a cercare di mettere in campo quanto richiesto. Una stagione iniziata con umiltà e rispetto verso gli avversari, dove l’obiettivo era la salvezza, ma, attraverso il lavoro e la mentalità, eravamo meritatamente in alto. Inutile dire quanto mi dispiaccia e quanta rabbia stia provando».
«Tutto questo non fa altro che darci la carica per ricominciare la prossima stagione, sperando che tutto si sistemi per il meglio». —
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