L’arte di Malagolini nell’Accademia Spal «Guardiamo e studiamo per crescere»
Allenatore di fama e provata esperienza nel calcio dilettantistico da quest’anno Max guida la prima squadra femminile Voluto sulla panchina dal presidente Mattioli, il tecnico s’è buttato con entusiasmo in questa avventura targata serie C
l’intervista
Il palcoscenico che compone il tricolore formato da rosa, bianco e azzurro è ormai approntato da diversi anni. Ma di certo, l’avvento in questa stagione di una categoria professionistica ha dato ulteriore luce a un movimento, quello del calcio femminile, che in Italia sta crescendo in maniera esponenziale. E anche la Spal, in questo, fa la sua parte. Esattamente dal primo anno di vita del settore giovanile femminile (2016/2017). Da quel momento la “cantera” delle giovani aspiranti calciatrici spalline è attiva (tutt’oggi vi sono quattro squadre dall’U17 all’U10), mentre da due stagioni esiste una prima squadra, denominata Accademia Spal: lo scorso anno ha partecipato al campionato di Eccellenza regionale (chiudendo seconda), mentre quest’anno è stata iscritta al campionato professionistico di Serie C dove è inserita nel girone B sotto la guida del neo tecnico Max Malagolini.
Nome più che noto nel mondo del calcio dilettantistico ferrarese, visto che per quasi trent’anni si è accomodato su parecchie panchine soprattutto nella zona Sud Est della provincia, vedi tra gli altri Portuense e Argentano... In attesa di una eventuale ripresa dell’attività Malagolini fa il punto della situazione.
Mister, come sta andando sotto il profilo personale questa sua prima esperienza nel calcio femminile?
«Mi sta piacendo e prendendo tantissimo. Sono stato molto felice della chiamata in prima persona da parte del presidente Mattioli. Qui alla Spal ho trovato un ambiente eccezionale e da subito ho sentito “odore” di professionismo. Non avrei mai potuto rifiutare e sono contento che sia andata così».
Con Mattioli vi conoscente dai primi anni Novanta, ai tempi in cui lei da allenatore della Giacomense ha conseguito una doppia promozione dalla Terza alla Prima…
«Siamo due vincenti e da subito abbiamo sempre avuto una grande sintonia. Il presidente è uno che crede nelle sue persone e le lascia lavorare in tranquillità. Ai tempi della Giacomense aveva il pallino di fare il derby con la Spal. Pensavo fosse pazzo. Invece è riuscito a diventare il “pres” dei biancazzurri e abbiamo visto quello che è stato capace di fare. Negli anni ci siamo sempre dati del “tu”: Walter è sempre rimasto la stessa persona».
Accademia Spal come si sta comportando sul campo?
«Sapevamo che sarebbe stata un’annata difficile: la differenza tra l’Eccellenza e la C è tantissima perché in questa categoria giocano avversarie già affermate. Col passare delle giornate abbiamo capito che l’impegno richiedeva di crescere e di lavorare sodo (sono tre gli allenamenti settimanali in via Copparo; ndr). L’abbiamo fatto bene, considerando che siamo la squadra mediamente più giovane del torneo con un’età media di 19-20 anni».
«Abbiamo ragazze di 16-17 e altre dai 23 ai 30 che mi stanno dando una grossa mano nel gruppo. La salvezza è quasi assicurata e di questo siamo felici».
C’è un talento particolare in rosa?
«Sapete che a noi allenatori non piace mai fare nomi. Devo dire che ce n’è anche più di una. Abbiamo tante giovani molto interessanti. Se proprio mi volete togliere un nome dalla bocca vi dico Elena Visconti (difensore classe 2002; ndr)».
Come vi ponete verso la crescita del calcio femminile tra Serie A e Nazionale?
«Guardiamo e studiamo. Ho capito che è molto importante l’aspetto psicologico, bisogna sempre salvaguardare il gruppo e creare positività nelle ragazze trasmettendo loro quella componente fondamentale ancor più degli schemi di campo, ovvero la convinzione. Siamo uno staff di nove persone e tutti si aiutano con tutti. È stata creata una bella cosa».
Chiudiamo su di lei. Ritiene definitivamente chiusa la lunga parentesi nel calcio dilettanti? E le piacerebbe prima o poi allenare magari una squadra maschile del Settore giovanile Spal?
«Alla prima domanda rispondo sì, è acqua passata: ho già dato tanto e sono felice di quanto ho fatto. Alla seconda dico “mai dire mai”, ma penso però che ci siano tanti allenatori giovani e in gamba che meritano quegli spazi. Sono molto felice di quest’esperienza nel femminile perché gli obiettivi sono importanti e il presidente ci crede molto in prima persona». —
Alessio Duatti
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