L’attuale torneo di serie A2 ormai avviato alla fine anticipata
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A denti stretti, con un groppo in gola, ma ormai la Federbasket sembra giunta alla determinazione di considerare chiusa anche l’annata di serie A e serie A2. Venerdì sono stati mandati in archivio tutti i campionati regionali e giovanili, mentre anche la serie B spinge per lo stop. Stessa posizione dell’A1 femminile. La massima serie maschile tiene accesa la fiammella, ma sembra essere solo un esercizio temporale piuttosto che un vero tentativo per salvare il possibile. Anche perché i tempi li detta un virus sfuggente e ancora, per certi versi, immarcabile.
La serie A2 s’era dapprima data la dead line del 3 aprile, poi spostata al 15. Ma tra ulteriori restrizioni governative e problemi sportivi oggettivamente difficili da gestire, i presupposti per ripartire quest’anno sfumano ogni giorno di più.
Dopo la call conference di giovedì, la Lnp aveva posto tre punti imprescindibili per riavviare il motore: svolgere allenamenti “normali”, essere in grado di viaggiare senza vincoli e giocare a porte aperte. Quasi impossibile che per maggio, quando la Lega pensava di poter far tornare sul parquet le squadre, queste tre condizioni possano essere tutte soddisfatte contemporaneamente. Senza trascurare che le squadre giocoforza si ripresenteranno con valori diversi rispetto all’interruzione: i giocatori statunitensi sono in patria e difficilmente potranno o vorranno tornare tutti. Insomma, stagione falsata e molto complicato condurla in porto. Ecco, dunque, l’idea di evitare l’accanimento terapeutico e chiuderla subito. Già ci saranno conti in rosso da far quadrare. —
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