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La missione di Braiati «I campionati vogliamo portarli a termine»

alessandro bassi

Il Comitato regionale per ora non pensa alla sospensione Da giocare ci sono nove turni: le date non mancherebbero

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Il rugby nazionale ha deciso lo stop definitivo per questa annata. Il basket a livello regionale anche. Molte federazioni sportive stanno valutando la situazione. Se per quanto riguarda il calcio ci sono dibattiti e discussioni a livello nazionale, la situazione a livello locale è ancora fluida. Il presidente del comitato regionale dell’Emilia Romagna, il ferrarese Paolo Braiati, è come sempre disponibile al dialogo. Ma anche per lui si tratta di aspettare le decisioni dalla federazione nazionale.

lo scopo

«In questo momento - spiega il presidente - noi abbiamo un obiettivo: finire i campionati, consapevoli però che il primo obiettivo vero resta la salute di tutti. Detto questo, se ci sarà da fare uno sforzo per terminare i campionati, noi cercheremo di farlo». Il comitato regionale non può decidere da solo. Da Roma sono arrivate delle soluzioni? «Dal Nazionale, al momento, ci sono solo delle indicazioni. È ovvio che ci sia ancora da aspettare: fino a quando non ci sarà una prospettiva di soluzione non è possibile darsi dei tempi. Noi, comunque, abbiamo dei piani. Se l’emergenza dovesse chiudersi in breve tempo, volendo, si fa ancora in tempo a finire il campionato giocando tutte le partite che mancano. Sono nove in Eccellenza e Promozione, playoff e playout esclusi. Giocando ogni pochi giorni si farebbe in tempo a chiudere in fretta. Però rimane il fatto che la salute è al primo posto e quindi non ci muoviamo».

«Se poi si decide di andare avanti abbiamo uno scenario pronto - aggiunge Braiati -. Se l’emergenza continua, abbiamo altri scenari studiati. Scenari, ovviamente, più complicati di quello già difficile che abbiamo pensato. Ma delle possibilità di chiusura regolare del campionato, giocando le partite che restano, ci sono ancora».

l’attesa

Quindi, in fondo, si tratta di attendere ancora. «Lo ripeto: la cosa più importante è la salute di tutti. Il resto viene dopo. Quando saremo al dunque, e si tratterà di prendere una decisione, lo faremo nel modo più sereno e ragionato possibile. Parlare adesso è possibile, in senso generale, ma è ancora troppo presto per dare delle risposte valide ed efficaci. Al momento non ci possono essere delle sicurezze, anche se noi siamo tutti convinti che si debba terminare il campionato. Vedremo in che tempi, vedremo in che modo, ma il campionato siamo intenzionati a terminarlo giocando le partite che restano. Non abbiamo dubbi, su questo».

no costrizioni

«Ma l’intenzione è di chiudere i campionati con tutti i tesserati liberi e senza costrizioni - aggiunge Braiati -. Non sarà facile, ma il fatto che non lo sia, in fondo, non è un problema: alla fine le soluzioni si trovano. Se volete, il problema sarà un altro. Quest’anno, credo, anche perché è un nostro obiettivo e l’oggetto dei nostri sforzi, si troveranno delle soluzioni valide. Poi ci sarà chi criticherà comunque, per il modo in cui sarà affrontata la situazione, ma le critiche sono fisiologiche. Personalmente, le eventuali critiche sulle soluzioni, qualunque esse siano, non mi preoccupano troppo: questo campionato siamo intenzionati a chiuderlo senza blocchi. Quello che mi preoccupa è il futuro. Non tanto questo campionato, quanto il prossimo».

Il presidente spiega: «Calo di risorse, situazione logistica difficile, sponsorizzazioni in calo. Nel futuro ci sono grigiore e difficoltà per tutti. Se adesso siamo impegnati a non buttare tutto all’aria, a non urlare in giro lo sgomento e a lavorare per il futuro e a studiare le situazioni, il prossimo campionato potrebbe essere molto difficile per molte società. Ma anche in questo caso bisogna aspettare: siamo preoccupati, non disperati». —

alessandro bassi

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