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Il Sion licenzia Djourou perché non accetta la decurtazione

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Johan Djourou, ex difensore della Spal (e, prima, dell’Arsenal, oltre che Nazionale svizzero) è stato licenziato dagli elvetici del Sion, con cui era da poco tornato all’attività dopo la rescissione contrattuale con la Spal avvenuta ad inizio 2019.

i fatti

Djourou è stato “messo a casa” insieme ad altri otto compagni (tra i quali l’ex romanista Doumbia e Alex Song, pure lui ex Arsenal) perché – al pari dei colleghi – ha rifiutato la decurtazione salariale imposta dal club vallesano come conseguenza dello stop per l’emergenza coronavirus. Djourou ha già reagito a questo provvedimento, anche perché il presidente del Sion, Christian Constantin, ha definito i suoi ormai ex giocatori come «degli imbecilli».

«Alle 17 del 17 marzo – dice Djourou – abbiamo ricevuto un messaggio su WhatsApp con cui il club ci chiedeva di accettare o no di finire in chômage partiel (disoccupazione parziale, una sorta di cassa integrazione; ndr), e dovevamo rispondere l’indomani alle 12. Avremmo voluto delle spiegazioni, delle precisazioni, una telefonata del presidente. Non è una questione di denaro, ma di princìpi».

la reazione

È quindi arrivato il licenziamento, che Djourou spiega come «la conseguenza di aver fatto parte del gruppo che ha detto no. Adesso mi batterò per preservare il mio onore e la mia reputazione». –

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