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Dal rione Santissimo ai quattro scudetti Bondeno siede al tavolo dei grandi

Mirco Peccenini
Dal rione Santissimo ai quattro scudetti Bondeno siede al tavolo dei grandi

La società di hockey prato da oltre cinquantasette anni consente al paese di essere ai massimi vertici seniores e giovanili 

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la storia

E’ una storia lunga 57 anni, quella dell’hockey su prato a Bondeno. Uno sport che presenta uno strano paradosso: pur non essendo tra le discipline che balzano di solito in cima alle cronache, nella città matildea sono pochi i giovani che non hanno impugnato almeno una volta una mazza da gioco. Uno sport arrivato a Bondeno nel 1963, su iniziativa dell’indimenticato Adriano Bonini e di Franco e Bruno Bignozzi, imprenditori dell’azienda che portava il loro nome (la “Fratelli Bignozzi”, che oggi sopravvive con il nuovo logo di “Bnt-Bignozzi New Technology”). Una cavalcata che ha vissuto momenti entusiasmanti. Fatta di fasi esaltanti, trionfi e di altre meno felici come normalmente succede nello sport. Momenti che hanno sempre visto la società bondenese trovare al suo interno le energie per ricominciare.

«Non è facile sintetizzare in poche parole la storia dell’Hockey Club Bondeno - spiega l’attuale presidente Marco Bergamini -; la società nacque nel 1963 per opera del dottor Adriano Bonini nel rione del Santissimo, a Bondeno, dove lui abitava. Da allora la nostra realtà ha trovato una sua dimensione, seppure di nicchia, ma possiamo dire che l’hockey su prato è uno sport che quasi tutti hanno praticato, o almeno provato, in città».

bandiera

Marco Bergamini è stato anche una bandiera della squadra, a cavallo fra gli anni Settanta ed Ottanta. «Ho iniziato a giocare nel ’74 - dice - quando venne a scuola l’indimenticato Paolo Breveglieri, che mi appassionò con il suo entusiasmo e con il suo talento da giocoliere: era capace di passare dal dritto al rovescio, senza fare vedere la pallina all’avversario». In quegli anni, l’Idromotori Bignozzi (come si chiamava allora l’Hc Bondeno) si piazzò per sette volte vicecampione d’Italia tra indoor e prato nelle varie categorie. Quella fu una squadra in grado di segnare la storia dell’Hc Bondeno e aprì un ciclo di giocatori che vestirono la maglia della nazionale: il primo fu Andrea Gualandi, poi seguirono Marco Bergamini, Luca Sgarbi, Roberto Curti. Quindi, in tempi più recenti, hanno vestito la casacca azzurra Ugo Tassinari, Andrea Marcellini, Marcello Bolognesi e Pier Andrea Pirani. Di recente, si sono aggiunti al “club Italia” tre giovani: Alessandro Muzzioli, Andrea Bergamini ed Erik Zerbinati, protagonisti della prima squadra, completamente rinnovata dai giocatori che in questi anni hanno macinato titoli e trofei giovanili.

tempi nuovi

E questo è anche il segno dei tempi per una società che continua a credere nella “linea verde”.

L’eredità dei precursori di questo sport è ancora viva, nonostante Adriano Bonini sia scomparso nel 2011, dopo avere preso parte ad ogni raduno del club con le sue indimenticabili considerazioni tecniche e l’immancabile battuta pronta. A lui, che era stato anche presidente dell’Atletica Bondeno nel 1977 e tra i sostenitori del Pattinaggio Artistico Bondeno, è dedicata oggi la palestra del centro sportivo Bihac, in cui si disputa l’attività indoor.

Nello stesso anno (il 2011) si è spento ad 82 anni anche il primo presidente dell’Hc Bondeno, Franco Bignozzi, e lo scorso anno se n’è andato uno degli ultimi testimoni di quell’impresa, Bruno Bignozzi, che aveva appoggiato il fratello nella sua avventura sportiva. L’Hc Bondeno, nel frattempo, si è riorganizzato per affrontare le nuove sfide.

«Dal 2008 - racconta Marco Bergamini - assieme agli amici con cui ero partito tanti anni fa in questa avventura, abbiamo avviato una rifondazione, credendo in un progetto. Tutti noi avevamo iniziato a giocare a hockey perché qualcuno era venuto a scuola ad insegnarcelo, ed abbiamo deciso di ripartire da lì. Cercando di appassionare i ragazzi a questo bellissimo sport, che è però particolarmente difficile».

I risultati di questo investimento sul settore giovanile si sono visti: quattro titoli nazionali (tre indoor e uno su prato con l’Under 18 nel 2018) e con l’80% dell’attuale prima squadra composta da ragazzi dell’Under 21, cresciuti nel vivaio. Tutti ragazzi che, anagraficamente, sono ancora nell’età giusta per poter affrontare anche il torneo nazionale Juniores e che sono partiti conquistando trofei sin dall’Under 14.

«Quest’anno - conclude il presidente - il coronavirus ci ha stoppato sul più bello: in campionato siamo a soli due punti dal Cus Padova, dopo il girone di andata, e con lo scontro diretto da disputare in casa per puntare all’A1. Avremmo dovuto ospitare il 13-14 giugno le finali del campionato U21 su prato, mentre nella stessa categoria siamo arrivati secondi a Pisa, in indoor, dopo avere disputato, peraltro, le finali nazionali Under 16 e avendo inaugurato un nuovo ciclo anche con le ragazze dell’Under 12».

in rosa

Ed anche la riscoperta dell’hockey femminile è uno dei traguardi raggiunti, dopo che una decina di anni fa l’Hc Bondeno vantava una compagine (quella allenata all’epoca da mister “Gigio” Gavioli) che ha calcato le scene della serie A2. Oggi la rinnovata compagine U12 cerca di ripercorrere quelle stesse orme, sotto la guida di Marcello Pazzi e Prisca Succi. La quale, in carriera, ha vestito la maglia della nazionale. Le premesse sono, insomma, quelle di ricominciare un ciclo vincente anche con la formazione in rosa. Una bella fiaba, che ha però subìto una brusca interruzione proprio nel momento in cui sembrava andare tutto per il meglio. «Purtroppo - conferma Marco Bergamini - è arrivato questo stop, ma non ci demoralizziamo». —

Mirco Peccenini

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