Corli e la riscoperta delle piccole cose: «All’inizio è stata dura, ora sono rigenerata»
La ferrarese, esperta di ultracycling, ci scrive su come sta affrontando questo lungo periodo d’inattività con l’obbligo di rimanere in casa
FERRARA. Affrontare l’inizio del periodo di quarantena non è stato semplice per nessuno, in particolar modo per le migliaia di persone sportive. Quelle abituate a percorrere settimanalmente chilometri e chilometri all’aria aperta. È sostanzialmente il mio caso. Non accettavo di non poter essere libera, di uscire a fare una passeggiata, a pedalare sui colli con temperature finalmente arrivate a livelli primaverili. Marzo, tra l’altro, è uno dei miei mesi preferiti: perché dopo quattro o cinque mesi passati a pedalare alternando rulli e uscite tra la nebbia, improvvisamente la stagione si apre, e le estenuanti fatiche del periodo precedente si trasformano in piacevoli mezze giornate che trascorro in sella tra i monti veneti o sotto il sole.
È stato difficile ritrovarmi chiusa in casa, e costretta, con fuori 20 gradi, ad altrettante sedute sui rulli davanti alla televisione. E mentre prima questi odiosi allenamenti cadevano a distanza settimanale, dal 9 marzo sono diventati tutti i giorni, perché la voglia di gareggiare è ancora tanta e per farlo non voglio perdere la forma fisica ottenuta. Di conseguenza avevo il desiderio e la necessità di inforcare la bicicletta ed uscire, al contempo l’obbligo ed il dovere di rispettare le costrizioni governative. Un bel mix di sensazioni contrastanti. Avrei la prima gara il primo maggio, e quindi ogni mattina mi collego ad internet per sapere se e quando finalmente si può uscire. Mancano 8 settimane… 7 settimane … 6 sett…
[[atex:gelocal:la-nuova-ferrara:sport:1.38691055:Video:https://video.lanuovaferrara.gelocal.it/locale/corli-stanca-ma-felice/77806/78248]]
Ok, gara annullata e bisogna rimanere in casa ancora per molto. Anzi… chissà se quest’anno gareggerò. Incrocio le dita. Tutto quello che ci succede nella vita ci capita per un qualche motivo, per farci cambiare, o almeno riflettere su quel che stiamo facendo, per osservarci dall’esterno. All’inizio è difficile fermarsi, siamo abituati a correre in continuazione, a fare tutto di fretta per poter incastrare più cose possibili nella nostra giornata. E una volta che siamo riusciti a farle… beh, ce ne stanno altre! Durante l’anno spesso vorremmo una settimana di riposo, per staccare e dedicarci ad altro. E visto che ci è data la possibilità di averne più di una, perché non farlo finalmente?
Premesso tutto ciò, devo dire che, a parte la prima settimana passata insofferente a casa, tra noia e riposo, ho riscoperto il piacere della lettura e della musica, della scrittura e della cucina, tutte attività che non avevano spazio nelle mie giornate, perché erano sempre in fondo alla lista delle priorità. E negli ultimi mesi non mi ci ero mai avvicinata. Se da una parte non ho la libertà di uscire, dall’altra ho la totale libertà nel gestire il mio tempo e dedicare ad ognuna di queste attività il tempo che desidero, senza dover guardare l’orologio per riuscire ad incastrare tutto come sempre.
[[atex:gelocal:la-nuova-ferrara:sport:1.38691054:Video:https://video.lanuovaferrara.gelocal.it/locale/dopo-7000-chilometri-di-triathlon-ilaria-corli-e-tornata-a-ferrara/79096/79541]]
Reset. Questo è quello che ho fatto a livello mentale e fisico. Mi sento completamente rigenerata e poche volte nella mia vita mi sono sentita cosi bene e in pace con me stessa. Come passo le mie giornate? Alla mattina mi dedico alla lettura e ad un allenamento a corpo libero in casa, ma solo se ne ho voglia. Poi preparo un buon pranzo salutare, sistemo un po’ casa e poi nel pomeriggio, ascoltando la mia musica preferita, pedalo un paio d’ore sui rulli e poi... un bel film sul divano. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
