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Stop del “generale” Rincon: «Impensabile giocare»

Il centrocampista del Toro guida il fronte del no alla ripartenza immediata del campionato. Apertura sugli ingaggi

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ROMA

Nella sua casa torinese il tempo passa tra accelerazioni rabbiose sul tapis roulant, un corso online in gestione dello sport organizzato dal Barcellona e tanta solidarietà tra l'Italia e il Venezuela. Anche il coronavirus, però, continua a correre veloce fuori e Tomas Rincon, capitano della nazionale del Paese latinoamericano e centrocampista del Torino, sa di essere un privilegiato: così a questo tempo senza tempo vuole provare a dare un senso, a cominciare da una raccolta fondi per i nuovi poveri. È pieno di interrogativi, il futuro del General, come lo chiamano da quando era ragazzino per l'autorevolezza in campo: ma sulla ripartenza immediata del calcio, tema prioritario nel dibattito sportivo attuale, invece ha solo certezze. Da alto ufficiale, è disposto a guidare il fronte del no.

«In questo momento - dice Rincon al telefono con l'Ansa - è impensabile riprendere il campionato, come si fa quando senti che muoiono in Italia centinaia di persone al giorno. Mi sembra anche una mancanza di rispetto. È vero ci sono interessi delle società e lo capisco, noi siamo disposti a tornare in campo quando ci saranno le condizioni di salute, oggi non si può. A dire il vero non sono sicuro nemmeno che si possa riprendere questo campionato». Anche guardando oltre il naso, esercizio difficile per tutti in queste settimane, Rincon è certo che comunque «al di là di quando la situazione sarà migliorata, dovremo stare sempre attenti: pensiamo a quanta gente si dovrebbe spostare anche giocando le partite a porte chiuse. In estate in campo ogni tre giorni con persone al seguito che girano da una città all'altra: a me non pare coerente. Non sono un medico ma stando alla logica non mi sembra la cosa più giusta. Il calcio è molto importante per noi, ma adesso la cosa importante è la salute e non si può rischiare».

Apertura invece sull'altro tema caldo, ovvero la riduzione degli ingaggi. «Ci siamo parlati e capiamo la situazione dei proprietari dei club: quando finirà l'emergenza tutti ci avremo rimesso qualcosa - spiega Rincon - Noi giocatori siamo disponibili a parlare con il presidente e venire incontro alla società. Bisogna parlarsi, capire se si gioca o no: in serie B molti ragazzi non guadagnano così tanto». Nella situazione surreale dettata dall'isolamento, il centrocampista granata ammette di essere tra quelli che si possono «lamentare di meno». Per questo ha voluto aiutare chi se la sta passando male, aprendo una raccolta fondi con lo slogan “Combattiamo insieme”. Un aiuto concreto all'Italia, il suo Paese d'adozione. —



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