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Zibelli, passione senza confini

Alessio Duatti
Zibelli, passione senza confini

Il mister della Laghese: «La mia mentalità è la stessa di quando volevo fare il professionista»

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Se esistesse un album delle figurine sulla storia del calcio dilettantistico ferrarese, il bustino di Massimo Zibelli non mancherebbe di certo. Una vita, la sua, dedicata con estrema passione al football: prima da giocatore, poi da allenatore (ancora in sella). Da qualche anno – vista la pensione conseguita come ex bancario – “Zibo” stava dedicando l’altra fetta del suo tempo al mare, la seconda passione. E in questo momento anche a lui sta mancando tutto: l’erba, il pallone, il sole, la sabbia e la battigia dei Lidi.

ricordi e contest

«Purtroppo – dichiara il mister – non credo che l’emergenza potrà finire a breve. In molti non hanno ancora capito che devono mantenere più cautele. Forse il calcio professionistico tornerà a essere disputato da giugno in poi, solo perché i vertici hanno priorità economiche. Invece la vita delle persone dovrebbe essere la base».

Nel mentre, Zibelli ha proposto via social un contest sul calcio provinciale di un tempo…«Sì, ritengo sia sempre interessante rispolverare i vecchi ricordi magari con qualche foto. Le ricerche dettate dalla passione calcistica sono le più belle. Se avessi dovuto scegliere due squadre io avrei menzionato la Centese di inizio anni ’80 e la Giacomense che sappiamo tutti cos’è stata capace di fare. E il grande Comacchio».

Quanto ai ricordi più belli da giocatore, Zibelli non ha dubbi: «I tempi in cui militavo nelle giovanili del Bologna a metà anni ’70. Ho anche segnato in un’amichevole della prima squadra contro il Baracca Lugo. C’erano Elefante, Liguori... Altro momento memorabile ai tempi del Bellaria in D contro il Carpi di Bagni e Cacciatori. E due imprese con l’Argentana: contro il Bellaria davanti a 3000 spettatori e la vittoria interna sul San Marino».

Da allenatore, invece, i flash sono questi: «Le tante salvezze ottenute al fotofinish. Come a Codrea da subentrato, oppure le belle stagioni alla Speg Rovereto, alla Portuense con la vittoria di Iolanda, e pure a Dogato e Ostellato con il ricordo più recente della promozione in Prima ad Ospital Monacale».

Zibelli ha anche un grande rimpianto: «Lo sanno tutti: avrei voluto fare il calciatore professionista ma non è stato possibile, al Bologna c’era gente più brava di me. Ma ho sempre mantenuto la stessa mentalità. Quella non può sparire, curo ogni dettaglio di questo che ora è “solo” un hobby».

Da ex attaccante, ha apprezzato alcuni giocatori del panorama ferrarese: «In primis Andrea Rizzati, poi Luigi Gallerani con cui ho giocato a Finale Emilia, e Gilberto Marchini: potentissimo, mi permetteva di sfruttare le sue giocate. Abbiamo fatto tantissimi gol insieme. Tra i più giovani ho allenato Rolfini, bell’attaccante».

guardando avanti

Ed il futuro del calcio dilettanti quando l’emergenza passerà? «Serviranno aiuti economici alle società dagli enti competenti. Sarà sempre più difficile far quadrare i conti, gli sponsor erano già pochissimi».

Zibelli dovrebbe proseguire alla Laghese: «Se stiamo già parlando della prossima stagione penso che la voglia e il piacere di ripartire insieme ci siano, ma aspettiamo l’evolversi della situazione globale». –

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