Tramec, il coach Mecacci tra rammarico e futuro
L’allenatore biancorosso: spiace aver dovuto interrompere una stagione vincente «Vista la situazione è ancora troppo presto per parlare del rinnovo contrattuale»
cento
Poteva essere un trionfo. Forse perché vincere la serie B è più difficile di quello che sembra. Anche se la macchina a disposizione gira alla perfezione. Le premesse per disputare un grande finale di stagione c’erano tutte, per la Tramec Cento, e centrare il ritorno in serie A dopo appena un anno di purgatorio non pareva utopia. Ma poi l’emergenza coronavirus ha deciso diversamente. La drammatica crisi sanitaria in cui versa il mondo ha imposto lo stop anche alla stagione sportiva. E, di conseguenza, al sogno della Tramec di vincere il campionato e tornare in A2 dopo pochi mesi.
la reazione
«È stata sicuramente una decisione appropriata - apre il coach centese Matteo Mecacci, raggiunto nella sua casa di Siena– si stavano fermando tutti, anche la pallacanestro doveva fare altrettanto. D’altronde sono state rimandate di un anno le Olimpiadi, il massimo avvenimento sportivo mondiale. Perché doveva continuare la pallacanestro? Siamo tutti sulla stessa barca. In questa situazione la scelta è appropriata, la situazione è ben più grave e siamo ancora lontani dalla soluzione. Qui non c’entra la pallacanestro. Ci si è dovuti adeguare».
La Tramec era lanciata, a due punti da Fabriano primo in classifica, ma con una partita in meno ed il vantaggio di 2-0 nello scontro diretto. Mecacci racconta le sensazioni provate nel momento in cui la Fip ha detto stop: «Come l’ho presa? Insomma... Con filosofia. Un po’ rompe, non lo nego. Stavamo andando bene, eravamo primi in classifica. Ci stavamo allenando da metà agosto, un gruppo nuovo cresciuto in poco tempo. Stava iniziando la fase finale della stagione, ed eravamo pronti. Purtroppo dal punto di vista sportivo si è persa un’occasione e questo fa male. Per un po’ abbiamo anche sperato di ricominciare, è iniziata una lenta agonia, piena di incertezze. Alcuni giocatori sono rimasti a Cento per allenarsi singolarmente. Ma poi è subentrata la fase della paura perché le cose stavano peggiorando. La decisione di fermare il campionato ha creato dispiacere, nessuno era contento. Anzi. Ma altro non si poteva fare se non accettare. Di fronte a quello che sta succedendo lo sport passa in secondo piano».
il bilancio
Mecacci stava preparando il finale della stagione. Di partite complicate restavano la trasferta di Jesi e lo scontro diretto a Rimini. Poi i play off. Peccato. Resta una stagione super. E un’occasione persa: «Io non so se alla fine avremmo vinto i play off – continua Mecacci –, so che c’è poco da dire sull’andamento sportivo della nostra stagione, vicina all’ottimo. Non era facile: una squadra completamente nuova, una società reduce da una retrocessione e senza un palazzo perché costretti a giocare a San Lazzaro le partite casalinghe, inseriti nel girone più difficile della categoria assieme ad altre squadre attrezzate per centrare il salto di categoria. Eravamo alle finali di Coppa ed avevamo appena battuto Fabriano guadagnando quasi certamente o il primo o il secondo posto nel girone. Stavamo rispettando sul campo il ruolo di favorita, e ce la saremmo giocata fino in fondo».
il domani
Ed ora il futuro. Che non si sa cosa può riservare. A quale campionato parteciperà la Tramec. Sarà serie B per puntare nuovamente alla risalita? Tutto salvo eventuali ripescaggi o cambiamenti nella composizione dei campionati. E Mecacci? Resterà a Cento? Il suo contratto era annuale con rinnovo automatico in caso di promozione. Una promozione negata sul più bello da fattori esterni. In caso contrario le parti potevano pure sentirsi libere. L’impressione è che la società difficilmente si lascerà scappare il coach senese. Che sia A o che sia B. Oggi però sono solo... chiacchiere da bar:
«Prematuro, è tutto prematuro – chiude Mecacci –, in questa situazione si rischia di andare molto avanti. Per le società, e noi a ruota. Non si sa nulla, ma non solo di Cento. Della categoria. Finché non si conoscono le formule dei prossimi campionati, le iscrizioni delle società, è tutto prematuro. Io mi sono lasciato con un arrivederci, a Cento sono stato bene. Con la società con cui c’è un rapporto di stima reciproca; con la gente, con i tifosi. Ognuno farà le sue valutazioni, la società dovrà fare le sue. Poi ci si troverà e parleremo. Serenamente e molto volentieri. Ma oggi è davvero molto presto, ancora non sappiamo cosa riserva il futuro, dello sport ed in generale». —
Simone Gagliardi
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