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«Fermiamo tutto e ripartiamo da zero» Ma il futuro sarà di ridimensionamento

Alessandro bassi
«Fermiamo tutto e ripartiamo da zero» Ma il futuro sarà di ridimensionamento

Le società ferraresi di Eccellenza e Promozione ritengono opportuno dichiarare definitivamente chiusi tutti i campionati 

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l’inchiesta

Trovare soluzioni per il calcio dilettantistico in questi tempi difficili è indubbiamente complicato. Se da una parte il Comitato regionale della Federazione dice che l’intenzione è quella, per quanto possibile, di arrivare alla fine dei campionati senza blocchi e decapitazioni di tornei (pur nella consapevolezza delle difficoltà insite in queste decisioni), le società si dibattono nei dubbi, dubbi che resteranno evidenti almeno fino a quando da Roma non saranno adottate delle direttive univoche per quanto si dovrà realizzare nelle prossime settimane. Abbiamo allora voluto sentire i rappresentanti delle società ferraresi di Eccellenza e Promozione. Posizioni allo stesso tempo simili, divergenti solo per qualche punto.

niente stupidaggini

Il presidente del Sant’Agostino, Lenzi, è deciso e preciso: «Chiudiamola qui. E poi non facciamo stupidaggini». Quindi argomenta, con la solita lucidità: «La precedenza deve andare alla salute. Anche l’influenza spagnola ebbe diversi picchi. Noi non ci possiamo permettere di abbassare la guardia sul piano sanitario. Le disposizioni dei professionisti non sono applicabili ai dilettanti, per tutta una serie di ragioni. A questo punto, meglio chiudere qui. Le società avranno un minimo di margine operativo per preparare la prossima stagione, una stagione che sarà difficile perché le sponsorizzazioni saranno ovviamente in calo e le attività collaterali difficilmente saranno proponibili. Come si fa a organizzare feste e sagre in estate, appena passato un momento come questo? La prossima sarà sicuramente una stagione di ridimensionamento: noi di giovani buoni ne abbiamo, spero che qualcuno dei “vecchi” rimanga. I rimborsi saranno simbolici. Il futuro sarà difficile: inutile cercare di chiudere a tutti i costi, adesso, un campionato che ha ancora un terzo delle gare da disputare. Chiudiamo tutto e ripartiamo il prossimo anno. Tanto ci saranno diverse società che prenderanno atto di non poter continuare, e ricomporre i campionati con ripescaggi vari non dovrebbe essere troppo complicato. Ma giocare per finire questa stagione, sarà invece difficilissimo. Fermiamola qui».

norme e aiuti

«La soluzione più semplice? Fermare tutto e ripartire da zero - dice il presidente della Copparese, Valentino Bottoni -. Per finire questo campionato dovrebbero mettere tali e tante norme da non consentire di adeguarsi. Anche solo per rifare una visita medica a tutti i giocatori. Meglio finirla qui, e ripartire anche il prossimo anno con questi gironi. Magari con la possibilità di ripescare società al posto di chi dovesse ritirarsi. E vedrete che saranno tanti i club a rinunciare, auto-retrocedersi, ridimensionarsi. Parlare di promozioni retrocessioni o play off e play out, adesso, lascia il tempo che trova. Meglio finirla subito».

«Sarà il campionato prossimo - considera il presidente dell’Argentana, Bruschi - il punto dolente. Se si vorrà una partecipazione, ci dovranno arrivare degli aiuti, per esempio sul piano fiscale, o in una riduzione delle quote di iscrizione. In tanti sono al limite. Servono provvedimenti di aiuto a livello governativo: le sponsorizzazioni saranno l’ultima delle possibilità per tante aziende che hanno sempre sostenuto questo mondo. Finire questo campionato? Concordo su molti punti con le posizioni di Paolo Braiati (presidente del Crer; ndr), ma è veramente difficile pensare di finire il campionato giocando in estate».

«Per me - sottolinea Graziano Quarella, del Masi Torello Voghiera - è un dispiacere non finire il campionato: ci eravamo messi in linea ed i risultati stavano arrivando. Ma credo che la salute venga prima. Tanto vale finirla qui, promuovere la prima in classifica, retrocedere le ultime due e poi lavorare in modo intelligente sui ripescaggi. Noi l’Eccellenza l’abbiamo raggiunta in luglio, lo scorso anno. Molte squadre ridimensioneranno e credo che i ripescaggi saranno molti ed accontenteranno tante squadre. Il problema sarà per il futuro. Caleranno i budget di un 50%: per continuare servirà la passione».

budget in calo

«Per il Mesola - rimarca il presidente Modena - è sempre stato essenziale giocare. E il prossimo anno ci saremo. Per questa stagione, poco da dire: eravamo lontani dalle posizioni in alto e da quelle in basso. Se chiudono il campionato qui, cambia poco. Spiace solo non averlo finito, ma i problemi veri saranno altri. Meglio pensare a come ripartire il meglio possibile».

«Terminare così, a parte il fatto che noi - dice Marcello Sfargeri, d.s. del Casumaro - siamo sul fondo, sarebbe problematico, dato che ci sono squadre che hanno giocato più partite e altre, come noi, che ne hanno giocate meno. E 33 punti in palio sono ancora tanti. Detto questo, si dovranno prendere delle decisioni difficili. Di questo passo, per il prossimo anno, dovremo lavorare senza aver potuto realizzare la Sagra della Lumaca. Che sarà anche aperta, solitamente, a fine estate, ma che si deve cominciare a preparare adesso. E in queste condizioni è un problema. Se poi si decide di promuovere le prime e retrocedere le ultime due, basterà ragionare in termini di ripescaggi. E non sarà facile completare tutte le caselle dei vari campionati. Più di ogni altra cosa, in questo momento servono delle certezze per ripartire».—

Alessandro bassi

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