Una squadra più United che mai Il presidente Pazzi: «Ripartiremo»
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I dettagli fanno la differenza: niente di più vero in casa Ferrara United, una realtà di assoluto rilievo in ambito pallamanistico. Una società, una squadra, in cui i valori ed i principi sono fondati su basi solide, radicate, dove la crescita sportiva ed umana viaggiano di pari passo tanto da rappresentare un motivo d’orgoglio. Nulla viene tralasciato ed i risultati parlano chiaramente: una prima squadra maschile in serie A2 e un settore giovanile con Under 17, 15 e 13 gestito con il gruppo sportivo Ariosto che aiuta nella gestione dei ragazzi.
Il presidente Marco Pazzi entra nel dettaglio di questa famiglia: «Questa è la mia seconda stagione da primo dirigente, subentrando a Francesco Alberino, storico presidente del club. L’anno scorso abbiamo gettato delle buone basi ed in questo campionato abbiamo costruito un ottimo gruppo con degli innesti davvero prestigiosi che si sono inseriti in maniera ottimale, grazie anche al direttore sportivo Enrico Bonzanini. Una squadra competitiva, che prima dello stop doveroso a causa dell’emergenza sanitaria, ha saputo dimostrare grandi cose».
In breve tempo Pazzi è diventato un punto di riferimento del club, con un amore sconfinato per la pallamano: «Ho scoperto questo sport a 7 anni - dice -, quando ho iniziato a giocare. Devo tutto a Luciana Pareschi, la mia maestra di ginnastica alle elementari: grazie a lei, la pallamano non è divenuta soltanto una passione per me, ma una parte essenziale della vita».
Tornando ad oggi: il momento è delicatissimo, l’emergenza sanitaria non ha chiaramente risparmiato anche le attività sportive. Ferrara United è stata una delle prime squadre del suo girone a chiedere con forza la fine anticipata del campionato a tutela massima della salute: «Ritengo questa nostra scelta di assoluta priorità - incalza Pazzi -: la salute è un bene troppo prezioso che viene prima di tutto e di ogni altra decisione».
Ma c’è anche un’altra iniziativa davvero lodevole su cui focalizzarsi: Ferrara United, come accennato, è – in primis – una grande famiglia con a cuore i propri atleti, supportandoli in ogni aspetto e ambito. È il caso del portiere Michele Rossi, laureatosi in Ingegneria meccanica (Magistrale) ad inizio febbraio: «Michele è un portiere fortissimo, una persona capace con doti sportive ed umane eccellenti. Attualmente lavora nella mia azienda, dimostrando tutte le sue qualità. Si è meritato il posto e sono orgoglioso di questa sua possibilità. Ritengo sia fondamentale il futuro dei nostri atleti in ogni ambito ed il senso di appartenenza è essenziale per la loro crescita, non solo sportiva, ma anche umana e professionale».
Ora, il futuro... «Andiamo avanti, guardiamo al futuro con fiducia ed ottimismo - le parole del presidente -: ora dobbiamo essere tutti uniti, anche se a distanza, per combattere e vincere questa gara difficilissima per poi ripartire con lo slancio che ci ha sempre contraddistinto». —
Enrico Ferranti
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