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Dal Po di Volano fino ai titoli mondiali Il Cus si trasforma nel re delle acque

Dario Cavaliere
Dal Po di Volano fino ai titoli mondiali Il Cus si trasforma nel re delle acque

Gli equipaggi ferraresi iniziano alla Canottieri con pochi mezzi poi negli anni ’70 entrano nella sezione sportiva universitaria e parte la scalata 

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la storia

La sezione canottaggio del Cus Ferrara può considerarsi una delle bandiere storiche dello sport universitario estense e le sue prime tracce sono evidenti agli albori degli anni ’70. Una sezione nata dall’idea di due studenti già appassionati della disciplina, che sensibilizzarono le strutture universitarie ferraresi affinché si potesse svolgere un’attività agonistica. Il canottaggio mancava a Ferrara dalla seconda guerra mondiale, finché l’ateneo estense decise di acconsentire ad un progetto che si dimostrerà vincente. Tra il ’67 ed il ’68 gli appassionati del remo erano alla Canottieri.

L’ex azzurro Nestore Scapoli cercava tra mille sforzi di tenere in piedi la locale sezione ma con scarsi risultati. A questo gruppo, del quale faceva parte un giovanissimo Giorgio Tosi, attuale presidente del Cus Ferrara, si aggregò proveniente da Pavia un giovane estroverso di nome Giuseppe Dia, che trovò unità di intenti in un altro giovane universitario: Giorgio Salomoni. Il gruppetto frequentò la struttura vicino all’isola bianca per un paio di anni, rimettendo in acqua una vecchissima iole a quattro.

nuovi scenari

Ma non erano questi piccoli dettagli a frenare l’ardore di questi giovani che con la iole girarono il Po in lungo ed in largo. Finché dopo un paio d’anni decisero un cambiamento. I ragazzi chiesero all’università due vecchi box in lamiera posizionati in darsena sulla riva cittadina del Po di Volano: una precaria sede da cui iniziò un’entusiasmante epopea. Come ogni esordio che si rispetti, quello riservato ai giovani studenti comportò numerosi sacrifici. Si saltavano lezioni e si studiava poco per fare i muratori, carpentieri, falegnami per sistemare struttura e pontile.

Assieme ad una barca in prestito fu acquistato un “due con” di seconda mano e di fatto nacque la sezione canottaggio del Cus Ferrara. Ci furono i primi allenamenti, i tentativi di gare nel “4 con timoniere”, formato da Tosi, Dia, Salomoni, Mistri, che partecipò a qualche gara nazionale. Ma le uscite erano soprattutto all’insegna dello spirito goliardico con l’armo che faceva acqua da tutte le parti e il timoniere - anziché timonare - pompava l’acqua fuori.

l’emulazione

Vedere una barca a remi vogare nelle torbide acque del Volano suscitò ben presto desiderio di emulazione sia per nuovi studenti universitari, alcuni dei quali ex canottieri in altre città, sia per i giovani che avrebbero fatto la storia ferrarese di questo sport. Nel ’72-73 arrivarono il capannone in muratura e le nuove barche e parti l’attività giovanile con Beppe Dia al comando. Con la barca nuova, il Cus partecipò al primo Campionato italiano alla fine del 1973. Tra i giovani attratti dal canottaggio ci fu anche Andrea Pareschi, che sarebbe divenuto atleta azzurro e primo ferrarese a ottenere successi remi alla mano. Con lui Stefano Pasquali e Paolo Dinardo, futuro tecnico cussino e della nazionale italiana. Quando Giorgio Tosi nel 1976 passò dal ruolo di pioniere del canottaggio a quello di presidente del Cus, le sue pressioni al Rettore volte al miglioramento delle strutture nella darsena di San Paolo sortirono gli effetti sperati.

La vera svolta si ebbe a cavallo tra gli anni ’80 e’ 90, periodo in cui iniziarono i processi di riqualificazione del Po di Volano, che imposero un trasloco all’interno della darsena e la realizzazione di strutture più funzionali. Le nuove strutture, associate ad un cambio generazionale nel direttivo della sezione e all’ingresso sulla scena gestionale di Paolo Dinardo, vero artefice del boom del decennio successivo, hanno portato al vero salto di qualità. Il Cus che entra di diritto in quella che si può definire la serie A del remo italiano. Si sviluppa anche il settore femminile che conquista due titoli italiani nel 1985. Negli anni ’90 arriva uno sponsor di alto livello, la Ferinvest, che contribuisce alla realizzazione del primo “8 con timoniere”, barca per eccellenza del canottaggio, armo con cui si sarebbe disputata per anni sul Volano una gara spettacolare che portò in città equipaggi che hanno fatto la storia del canottaggio mondiale come Oxford, Amsterdam, Nantes e Hannover. Gara che nel contempo contribuì a portare in Europa il nome del Cus Ferrara. Di Nardo contribuisce alla maturazione e alla crescita di una schiera di giovanissimi che, divenuti adulti, hanno dato allo sport cittadino grandi soddisfazioni. Arrivano vari titoli italiani e parecchi atleti vestono l’azzurro.

iridati

Ai Mondiali del 1993 per la prima volta un cussino partecipa alla rassegna iridata pesi leggeri, il singolista Alberto Azzi, mentre Luca lunghi veste la maglia azzurra ai Mondiali Junior e a quelli Under 23. In pochi anni il Cus Ferrara scala le classifiche fino a raggiungere i vertici della graduatoria nazionale di società. È una nuova luce quella che brilla sul Po di Volano e che splenderà intensa per oltre un decennio. Successi costanti ogni anno senza flessioni di sorta con una decisa impennata all’inizio del nuovo millennio. Nel 2002 il diciottenne estense Michele Savriè - cresciuto a pane e remo - conquista la medaglia di bronzo ai Mondiali Junior in Russia e nel 2003 il Cus regala alla Nazionale, oltre all’allenatore Dinardo, ben otto atleti che partecipano a mondiali ed europei. Atleti che si vanno ad aggiungere agli altri che porteranno a venti il numero di azzurri targati Cus e che nel 2004 conquisteranno un argento ed un bronzo ai Mondiali Universitari.

decollo

Savriè comunque è in rampa di lancio e nel 2005 può esultare dopo aver conquistato la medaglia d’oro ai Campionati del mondo in Giappone nell’“8 con timoniere” pesi leggeri, dopo una cavalcata trionfale chiusa davanti ai padroni di casa. Il titolo gli resterà incollato anche l’anno successivo quando a Dorney in Inghilterra l’Italia batte di due secondi la Germania. Per lui anche la vittoria iridata nel “4 senza” Under 23. Nel 2007 a Monaco arriva poi un bronzo sempre con l’otto pesi leggeri. Il connubio fra entusiasmo e qualità tecnica fanno di quegli anni il periodo d’oro cussino.

Facendo un piccolo passo indietro, nel 2006 oltre a Savriè in azzurro ci sono anche Marco Cecchin (terzo ai mondiali Universitari sul “quattro senza” a Trakai in Lituania), Tommaso Balboni e Giacomo Buzzoni. Questi atleti faranno conquistare al Cus il titolo italiano nell’“8 con” pesi leggeri (Cecchin, Savriè, Braghiroli, Galletti, Arzingheri, Azzi, Balboni, Perinati, tim. Buzzoni), l’oro Under 23 nel “quattro senza” pesi leggeri (Cecchin, Savriè, Balboni, Perinati), oltre a tantissimi altri podi ai Nazionali universitari. Nel 2007 in azzurro oltre a Savriè e Cecchin c’è Stefano Ferrarini e l’“8 con” cussino è argento al campionato italiano. Da allora ai giorni nostri il Cus canottaggio è piacevole presenza nel panorama sportivo ferrarese, con tanti titoli vinti a tutti i livelli a conferma della validità di una scuola. Nel giro di qualche mese sarà consegnata la nuova sede nella darsena ferrarese che testimonia un ulteriore rilancio e salto di qualità. —

Dario Cavaliere

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