La clausura si allunga ancora Il calcio dilettanti però non molla
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Il premier Conte ha prolungato la clausura. Cambiando le condizioni, in attesa di certezze su riaperture e ritorno ad una vita normale, cambia già da subito qualcosa per lo sport dilettantistico. O almeno per lo sport dilettantistico che non ha già deciso per “l’arrivederci, ragazzi”.
Ma se si parla di date e condizioni per i professionisti, ai livelli regionali e provinciali rimane l’incertezza.
Il presidente del Crer, Paolo Braiati, mantiene un solido e corretto profilo istituzionale. Ma non si discosta dalle considerazioni fin qui espresse. «Chiusura del paese fino al 3 maggio? Al momento, secondo me, cambia nulla visto che non ci sono indicazioni da parte della federazione nazionale. Chiaro che per noi la chiusura fino al 3 maggio è un problema: abbiamo sempre detto che i tempi per una chiusura del campionato c’erano e ci sono, ma è ovvio che più vai avanti e meno tempo ti rimane. Sarà quindi doveroso condurre delle riflessioni. Questo campionato lo chiuderemo, troveremo il modo. E dovremo pensare con grande intensità ai problemi che ci porrà la prossima stagione».
«Chiaro che la nostra linea non cambia, se non arrivano disposizioni in merito. In questo momento noi stiamo pensando non solo a finire questo campionato, che, nonostante tutto, rischia di essere il problema minore. Dobbiamo anche cominciare a pensare a come risolvere i problemi che si presenteranno nella prossima stagione».
«In assoluto, sia questa stagione o la prossima, la linea non cambia - sostiene Braiati -: prima di tutto la salute, e ripartenza solo con il 100% di garanzia per la sicurezza e la salute di tutti. Certo, ripartire dopo due mesi e mezzo rischia di essere difficilissimo: se ce la faremo, benissimo, altrimenti vedremo come comportarci. Ma sottolineo: prima di tutto la salute. E poi ragioniamo, come ho detto, anche per la prossima stagione. Stiamo pensando di proporre una videoconferenza con le società per preparare il futuro: sentire le condizioni delle società, della base, ha grande importanza».
Il comitato regionale ha pensato di stralciare la posizione di Eccellenza, Promozione e Prima, i campionati regionali, da quelli di Seconda e Terza categoria? «Ovviamente ne abbiamo parlato. Qualche collega ipotizza uno stralcio dei campionati regionali, altri di chiudere tutto, altri ancora di vedere caso per caso. Ne stiamo parlando, ma al momento sono solo ipotesi di lavoro: fino a quando non avremo direttive certe, sono solo parole. Importanti, ma solo parole».
«È il discorso che promuoviamo da tempo - chiude Braiati -: fino a quando non avremo certezze noi ragioniamo sugli scenari da applicare quando queste certezze ci saranno. Ma fino a quando non avremo indicazioni, nulla potrà essere certo. Soprattutto, siamo tra sportivi: c’è il piacere di fare sport, ma prima di tutto ci deve essere la sicurezza». —
alessandro bassi
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