La grande missione di capitan Fantoni «Portare il Kleb a giocare in Serie A»
Per il team il campionato di basket A2 chiuso forzatamente è stato positivo, ora il pivot prova a volgere lo sguardo al futuro Il sogno è rimanere in biancazzurro a vita e l’obiettivo agonistico è contribuire al raggiungimento di un traguardo super
l’intervista
«Fosse per me, resterei a Ferrara tutta la vita. Mi sono messo in testa un obiettivo e una missione, spero di portarla a termine prima di smettere di giocare, a costo di metterci cinque anni: mi piacerebbe riuscire a riportare Ferrara in Serie A». Parole di Tommaso Fantoni, capitano del Kleb. “Tommy” ha parlato della stagione conclusasi bruscamente a causa dell’emergenza coronavirus. Un Fantoni così deciso raramente si era sentito. «Chiudere il campionato è stata la decisione giusta – ha raccontato il biancazzurro -. È ovvio che c’è un dispiacere enorme per aver finito la stagione in questo modo: ho sperato fino in fondo di ricominciare a giocare, ma giustamente tutte le società vorrebbero farlo a porte aperte e non si potrà fare fino a nuovo ordine; così diventava una via crucis andare avanti tenendo tutti in balia degli eventi: è stato giusto fermarsi definitivamente, anche perché in questo momento c’è gente che muore. Meglio pensare alla salute».
il campionato
«Cestisticamente parlando è stata una stagione molto positiva, gruppo veramente bello, ragazzi allenabilissimi e con voglia di stare assieme e di condividere il momento della palestra, che non è poco: ragazzi che tenevano a quello che stavano facendo. Tutti abbiamo capito il valore della maglia di Ferrara e quanto la gente ci teneva che si lottasse: fondamentale era buttarsi su ogni pallone, indipendentemente poi dalla vittoria o dalla sconfitta. I nostri tifosi preferiscono una squadra che non si arrende mai. I ragazzi da subito l’hanno capito e i risultati li abbiamo visti».
«La vittoria a Udine – ha continuato Fantoni - è stata la fotografia più bella: importante a livello di classifica e non solo. Eravamo a secco di successi esterni da un po’ di tempo, abbiamo cominciato ad ingranare nella seconda fase del girone di ritorno e quella vittoria ci ha fatto dire: ‘Ragazzi, proviamoci e andiamo diritti come i treni”».
Il lutto
«La scomparsa del vice presidente Marco Cocchi è stato il momento più devastante della stagione; un dispiacere gigantesco. Un dramma nel dramma ripensando anche come è avvenuto, durante una gara in diretta televisiva, e per tanti altri motivi che non sto a rimarcare. Marco ha lasciato un buco difficile da colmare, so che il presidente Francesco D’Auria sta cercando una figura simile ma non sarà affatto facile trovarla».
Tornando all’aspetto agonistico... «Sono molto contento di quanto ho fatto, soprattutto perché sono arrivati pure dei risultati di squadra importanti. Dico sempre che l’importante è stare bene, bisogna mantenersi dal punto di vista fisico, dopo di che se uno sa giocare, beh, viene fuori. Sono molto contento anche perché assieme a coach Leka abbiamo capito come gestirmi durante la settimana. E va detto che l’assenza di Beretta non ha giovato: magari con lui sul parquet sarebbero arrivate due vittorie in più».
I tifosi
«Dei tifosi te ne rendi veramente conto quando non ci sono. Contro Roseto abbiamo giocato a porte chiuse: pareva un allenamento un po’ più intenso e non una partita. È stato difficilissimo mantenere la concentrazione e gestire le emozioni. In ogni gara interna, anche quando abbiamo perso, i nostri tifosi hanno sempre dato un apporto e le gare punto a punto ce le hanno fatte vincere loro. Posso solamente ringraziarli di cuore. L’auspicio è di rivederli il più presto possibile».
«Le porte chiuse fino a Natale? Adesso è presto per parlarne, da aprile a ottobre speriamo che la medicina faccia dei passi avanti. Se uno fa il test dell’immunità sierologica ed è a posto, beh, non vedo perché non possa giocare o venire a vedere la partita. Prima di buttare giù dei programmi, andranno fatti ulteriori passaggi».
Il contest Lnp
Dopo il quarto di finale di ieri fra John Ebeling e Daniel Farabello, oggi in uno scontro “fratricida” fra capitani Fantoni incontrerà Charlie Foiera. «Charlie è un grande, so che Ferrara gli vuole bene, ci ho giocato contro una vita. Per il tipo che è, beh, ricorda me stesso: amiamo gli animali e la campagna. Chi vince, vince, tanto sono convinto che alla fine trionferà John Ebeling ed è giusto così». Riguardo al futuro, va ricordato che Fantoni ha l’opzione contrattuale per la prossima stagione: entro una data stabilita deciderà la società biancazzurra se esercitarla o meno. —
Lorenzo Montanari
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