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i ricordi 

«Mi caricava giocare nella squadra della mia città»

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Un aneddoto ed un ricordo indelebile di quella sua stagione spallina?

«Porto nel cuore il primo gol alla prima giornata, in trasferta, da fuori area, di controbalzo. Fu il primo gol della nuova società. Un altro ricordo speciale è il primo gol al “Mazza”, però sotto la curva ospiti. Scartai un po’ di... gente dalla trequarti, compagni di squadra compresi, feci cento metri di corsa per andare ad esultare sotto alla nostra curva. Conservo ancora le foto».

Dove trovava la carica che l’ha contraddistinta?

«Andare in campo tutte le domeniche nella città in cui sei cresciuto penso che ti dia una grande carica, un qualcosa che gli altri non potevano avere. Giocare con i colori della tua città, o comunque della città dove sei cresciuto - le scuole le ho fatte tutte a Ferrara -, è veramente speciale. Da piccolino la domenica andavo al “Mazza” a vedere le partite. Per me era un sogno giocare lì».

Come viveva i ritiri?

«Non dormivo mai, ero talmente carico e agitato che non ci riuscivo. Ero giovane e non vedevo l’ora che arrivasse la mattina della partita, come quando si aspetta Babbo Natale. Impossibile dormire. Alessio Pirri, il compagno di stanza, ad un certo punto non volle più dormire con me. Ero insonne e gli rompevo sempre le scatole!».

Con quali ex compagni è rimasto in contatto?

«L’unico che sento sporadicamente è Cangi: avevamo lo stesso procuratore, l’avvocato Cardi, e abbiamo abitato insieme a Ferrara. Sento a volte pure il preparatore Gardenghi». —

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