Tour de France al via il 29 agosto Giro d’Italia rimandato a ottobre
«Un po’ di luce alla fine del tunnel». La speranza di Chris Froome, vincitore di quattro Tour de France e del Giro d’Italia 2018, è quella di tutto il ciclismo di fronte al nuovo calendario. Il coronavirus ha rivoluzionato e stravolto la stagione, ma ora c’è un piano per salvarla.
Ieri è stato trovato un accordo tra l’Uci e i rappresentati di organizzatori, squadre e corridori: si ripartirà con i campionati nazionali, in programma il 22-23 agosto (in Italia si terranno in Veneto), poi toccherà al Tour de France (partenza il 29 agosto da Nizza e arrivo a Parigi il 20 settembre) e dopo i Mondiali – confermati in Svizzera dal 20 al 27 settembre – spazio al Giro d’Italia. Per la corsa rosa non c’è una data ufficiale, ma con tutta probabilità sarà dal 3 al 27 ottobre: senza la partenza in Ungheria, ma dal Sud d’Italia e arrivo a Milano. «Noi siamo pronti a partire – conferma Mauro Vegni, direttore ciclismo di Rcs Sport – tre settimane piene e quattro week end. Come il Tour, i diritti sono uguali per tutti».
Restano da collocare la Vuelta di Spagna e le corse Monumento (Sanremo, Fiandre, Roubaix, Liegi e Lombardia), una decisione verrà presa dall’Uci il 15 maggio, mentre vengono confermati i campionati europei in programma a Trento dal 9 al 13 settembre. In ogni caso ora si inizia a fare chiarezza sulla stagione ciclistica, emergenza Covid-19 permettendo, ma soprattutto si dà la possibilità alle squadre di poter riprogrammare ed evitare il tracollo economico.
Anche se in pochi mesi si dovrà condensare tutto e la precedenza è stata data al Tour. «Correre questo evento nelle migliori condizioni possibili è ritenuto essenziale – spiega l’Unione ciclistica internazionale – dato il suo ruolo centrale nell’economia del ciclismo e la sua visibilità». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
