Fortini tiene viva la fusione tra 4 Torri e Porto «Due necessità possono fare un’opportunità»
Volley. Il caos legato al coronavirus ha bloccato un progetto che avrebbe portato una serie A al territorio ma il presidente provinciale non molla
l’intervista
La pallavolo ha deciso: stagione 2019/2020 annullata. A settembre ci sarà spazio per una nuova annata che scatterà dagli stessi nastri di partenza di dodici mesi prima, come se niente fosse successo.
Ecco... Però molte cose sono accadute, tante altre ne verranno nei prossimi mesi. E ancora non è addirittura possibile sapere come sarà il contesto sociale del futuro prossimo: sicuramente il panorama pallavolistico sarà molto diverso.
Come sarà possibile ripartire? Quando e con quali attori sulla scena? Ne parla Alessandro Fortini, da febbraio 2017 presidente del comitato provinciale Fipav.
Presidente, la federazione ha deciso la settimana scorsa: tutto finito, sospeso, annullato. Che ne pensa?
«Continuare a fare sport, anzi solo a sperare di fare sport in questo contesto è una follia - spiega Fortini, 46 anni, nella vita anche dirigente Cna -: dal calcio al curling. Non ci sono le condizioni per fare attività. Nella pallavolo si è presa una decisione in linea con quello che sta avvenendo a livello internazionale; in realtà a livello nazionale c’è un po’ di scontro (le leghe maschili e femminili avrebbero voluto valutare la possibilità di poter almeno disputare i playoff in estate; ndr), ma per le realtà più a contatto con il territorio invece più o meno non cambierà nulla parlando di risultati» .
Appunte, il territorio. Caliamo un po’ l’emergenza e la crisi sul contesto ferrarese...
«In provincia abbiamo circa 30 società. Stiamo pensando al loro futuro, visto che avranno una bella botta da curare: le palestre da pagare, le quote di adesione da restituire, gli sponsor che spariranno. È facile prevedere che la stagione 2020/21 sarà completamente diversa».
Parliamo innanzitutto del vertice, ovvero di Portomaggiore e Ferrara in serie B. Come le vede?
«Così, parlando a logica, la vedo dura che il Sama investa ancora 100 o 150 mila euro per vincere un campionato dal livello imbarazzante come è l’attuale serie B. Per la Krifi, invece, la scelta sarà giocoforza obbligata: puntare ancora di più sui giovani» .
Idee per una fusione. C’era qualcosa di già imbastito, vero?
«È un anno e mezzo che ne parliamo, e siccome ne sto parlando con persone più che intelligenti e al contempo imprenditori seri, c’erano buoni presupposti per arrivare a fare una serie A2 o A3. Purtroppo ora si è fermato tutto, prima di tutto l’economia per questi imprenditori. Riprenderemo il discorso. Io credo sempre che due necessità possano fare una opportunità. Un progetto vero, che comprenda magari sia ragazzi che ragazze, senza un “magnate” che mette solo i soldi, avrebbe una sua logica per tutta la nostra provincia».
Veniamo anche alla dimensione regionale e provinciale. Ci sarà qualche aiuto per ripartire a settembre?
«La Federazione pallavolo è sempre stata molto attenta al contesto in cui doveva muoversi. Anche questa volta agirà: non so se direttamente, con aiuti specifici, o indiretti, scontando per esempio tasse gara, ma qualcosa farà. Abbiamo tutte le società che si basano sul volontariato per andare avanti, servirà un sistema di solidarietà reciproca per superare questo momento di crisi. Intanto per i giovani, per salvare in parte la loro crescita, è già stato stabilito che non ci saranno passaggi di categorie il prossimo anno, ma verrà incrementato il limite di età». —
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