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Achilli: «Quando si gareggerà a Tokio potrà finalmente avverarsi il sogno»

fe. ac.
Achilli: «Quando si gareggerà a Tokio potrà finalmente avverarsi il sogno»

Il ferrarese, esperto presidente della Fikta, ha lavorato a lungo con dirigenti e politici per portare il karate tradizionale alle Olimpiadi 

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l’intervista

Tempo di bilanci per il karate tradizionale che, a Ferrara, si “chiama” Gabriele Achilli alla guida della Fikta nazionale in un momento in cui le arti marziali stanno soffrendo l’influenza mediatica calcistica, ma che vede finalmente la “via della mano vuota” alle Olimpiadi con quattro atleti italiani già qualificati e altri tre ancora in lista nel ranking in attesa di poter staccare il pass olimpico: atleti Fijlkam con cui la Fikta ha rinnovato, a Roma nel 2018 proprio a firma di Gabriele Achilli e Domenico Falcone, un accordo posto in essere già nel 2012 il quale definisce le linee guida di una sempre più stringente collaborazione fra le due “anime” del karate italiano.

Presidente Achilli, come vede il karate alle Olimpiadi? Quando finalmente si potranno disputare: un sogno che si avvera dopo oltre un trentennio di battaglie e lusinghe politiche internazionali.

«Finalmente si vede realizzato il sogno di milioni di praticanti di vedere il karate alle Olimpiadi, seppur a Tokyo 2021 e non più come era previsto con l’estate in arrivo. Sarà un confronto fra 80 atleti selezionati da tutto il mondo e dove, in ogni categoria, è già qualificato, fra uomini e donne, un atleta nipponico. Prenderanno parte alle gare sia di kata – forma – che di kumite – combattimento – solo individuale dove anche gli atleti italiani avranno la possibilità di figurare molto bene considerato che sono risultati vincitori e fra i primi qualificati nel ranking internazionale. La cosa che mi rende molto lieto è il fatto che alcuni di loro porteranno kata appartenenti allo stile Shotokan».

Purtroppo lo stop forzato di tutte le attività dovuto all’esplosione del Covid-19 vi ha visti costretti a ripensare alle attività, essendo il karate sport di combattimento dove il confronto con avversario e il relativo contatto sono alla base della competizione.

«Gli azzurri, essendo altamente professionali, nonostante questa situazione, si allenano da casa con programmi già prestabiliti e continuano ad essere seguiti dagli allenatori che hanno studiato appositamente per loro programmi ad altissimo livello. Grazie alle tecnologie moderne gli stessi si possono collegare tutti i giorni con i loro preparatori e continuare la preparazione olimpica anche a distanza in attesa di ripartire in palestra».

Da quello che si evince dalla “fase 2” dopo il lockdown imposto dall’ultimo Dpcm, il karate, per sua natura, sarà uno degli ultimi sport a ripartire. Come vede presidente il futuro delle società e delle palestre anche a Ferrara?

«In una situazione di emergenza mai vissuta prima, dobbiamo sostenere le nostre società sportive, piccole o grandi realtà, che sul territorio sono impegnate con i centri di avviamento per i giovani. Il karate, come gli altri sport minori, si auto sovvenziona e sicuramente avrà bisogno dell’aiuto delle istituzioni per ripartire e per riaprire le porte degli impianti sportivi. Non dimentichiamo che sono molte le Asd in difficoltà che in questo particolare momento non hanno le possibilità economiche per fare attività, così come non le avranno gli atleti e i tesserati se la situazione finanziaria a livello nazionale non si sbloccherà in breve tempo».

«Sicuro di interpretare il pensiero di tutti - aggiunge Achilli -, faccio il mio personale appello come presidente di una realtà federale che è radicata in tutto il territorio italiano, ma fortemente anche in quello ferrarese, affinché possiamo riportare i nostri giovani in palestra, anche quelli in condizione di disagio economico; nonché candidare Ferrara, come in passato, sede di manifestazioni nazionali e internazionali di sicuro richiamo non solo sportivo, ma anche turistico e culturale con numeri importanti per rimettere in moto la “macchina” cittadina». —

fe. ac.

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