In bacheca ha ben tredici titoli Ed ha lavorato con i più grandi
ferrara
Sono stati tredici i titoli complessivi conquistati dal ferrarese Simone Folletti nella duplice esperienza con mister Allegri nelle due squadre italiane più vittoriose di sempre: Milan e Juventus.
i trionfi
Sei scudetti, quattro coppe nazionali e tre Supercoppe italiane. Un palmarès sicuramente destinato a crescere, non appena il tecnico livornese tornerà a sedersi su qualche panchina, portandosi dietro il suo fedele staff dove figurerebbe anche il preparatore atletico, classe 1972.
Dopo la conoscenza ai tempi della Spal e la tappa di Grosseto, le strade di Allegri e Folletti si erano momentaneamente divise nell’anno in cui l’allenatore livornese è stato alla guida del Sassuolo, mentre Folletti ha lavorato a Perugia con Cuccureddu. Nel 2008 il ricongiungimento a Cagliari e la consacrazione al Milan (2010/2014) con Folletti che durante l’esperienza rossonera diventa anche responsabile dei preparatori atletici. In seguito i cinque scudetti consecutivi con la Juventus.
la filosofia
«Nella mia carriera – ha raccontato Folletti – ho sempre creduto fermamente nell’individualizzazione della preparazione atletica, attraverso lavori mirati per ciascun calciatore. I più impressionanti ai tempi del Milan? Sicuramente Ibra e Seedorf. Zlatan è un’autentica macchina da guerra. Ha un fisico incredibile. E nonostante la sua alta statura riesce ad abbinare una coordinazione assolutamente straordinaria. Per non parlare della tecnica: eccellente. Seedorf è stato il calciatore che tutti chiamavamo Obama, perché era per tutti un professore. Unico nel suo stile: è sempre stato curioso nell’interpretare, nell’informarsi e nel confrontarsi con i lavori da svolgere».
ronaldo
Infinita la lista dei campioni i cui muscoli sono stati forgiati dal preparatore di Voghiera. Tanto per citare uno degli ultimi nomi, Cristiano Ronaldo: «Giocatori di questo tipo – dice Folletti – sono i più facili da allenare perché hanno chiaro il proprio obiettivo. Che non è giornaliero ma sulla distanza. Lui è un ragazzo correttissimo. Abbiamo avuto un rapporto di franchezza professionale molto buono. Si è sempre messo a disposizione, ci siamo dati suggerimenti, confrontati. Davvero positivo».
il rapporto
«In tutte le categorie – ci ha spiegato il preparatore – ho cercato di rapportarmi e di lavorare con i calciatori mettendomi a disposizione di tutti per raggiungere gli obiettivi. Lo so, può fare impressione la conoscenza ravvicinata di campioni di un certo tipo ma è sempre stata una cosa che più che altro mi hanno fatto osservare da fuori. Io ho sempre pensato a migliorare metodi e proposte parlando direttamente con i protagonisti e non facendo cadere le cose dall’alto. La stimolazione dell’atleta e il lavoro dal punto di vista mentale sono molto importanti».–
A. D.
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