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Djokovic “no-vax” «Contrario al vaccino non mi costringano»

Stefano Semeraro

Tennis: il numero 1 del mondo spiazza tutti  «Obbligatorio? Valuterei se continuare» 

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il personaggio



Tutto il mondo aspetta, con il fiato sospeso e la mascherina sguainata, il rimedio al coronavirus. Ma lui no, non ne vuol sentir parlare. «Personalmente sono contrario alle vaccinazioni – ha spiegato il numero 1 del tennis Novak Djokovic durante una chat su Facebook – e non vorrei mai che qualcuno mi costringesse a fare un vaccino per essere in grado di viaggiare». Da oggi chiamatelo pure NoVax.

Il problema del tennis, se e quando si riprenderà a giocare normalmente, starà proprio nella necessità di spostarsi velocemente e in continuazione da una nazione all’altra, col rischio di alimentare il contagio. Da Amelie Mauresmo a Corrado Barazzutti, molti nell’ambiente hanno già fatto sapere che per loro senza vaccino non c’è chance di tornare alla normalità. «Credo che dovremo tirare una croce sulla stagione 2020 – ha twittato la ex n.1 francese –. Il circuito internazionale significa giocatori e giocatrici di tante nazionalità più spettatori e altre persone che arrivano dai quattro angoli del pianeta per far vivere gli eventi sportivi. Niente vaccino significa niente tennis».

Djokovic, da sempre attento in maniera maniacale ad alimentazione (è praticamente vegano), preparazione fisica e vita sana, la pensa però diversamente. Il (suo) problema è che a tutti, non solo ai tennisti, in futuro potrebbe essere richiesto di vaccinarsi per evitare nuove ondate di contagio. E allora Djokovic, 33 anni a maggio, potrebbe trovarsi a scegliere fra il credo no-vax e un futuro nel tennis. «Se il vaccino dovesse diventare obbligatorio cosa succederebbe?», si è chiesto con lungimiranza. «Dovrò prendere una decisione. Ho le mie opinioni al riguardo, ma non so dire adesso se potranno cambiare in futuro». Il tempo per riflettere non gli manca: il vaccino, a quanto sembra, è ancora lontano.

«Ipoteticamente la stagione dovrebbe riprendere a luglio, agosto o settembre, anche se è improbabile – sottolinea il fuoriclasse serbo – e a quanto ho capito un vaccino sarebbe necessario appena terminata la quarantena. Ma al momento un vaccino non c’è». Senza arrivare agli estremi complottisti di un numero 1 del passato come Marat Safin, per cui il virus è frutto di un disegno per il controllo dell’umanità da parte dei potenti della terra («ci metteranno addosso dei microchip»), anche la posizione antimoderna di Djokovic lascia perplessi, e gli attirerà non poche critiche. Ma almeno a quelle, il Djoker è vaccinato da sempre. —



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