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Un Camoranesi da applausi al “Reno Football Show”

federica tarroni
Un Camoranesi da applausi al “Reno Football Show”

L’Us Reno Molinella ha creato un network sulla propria pagina Facebook E domenica ha ospitato il campione del mondo per un’intervista speciale

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molinella

L’U. S. Reno Molinella è una società calcistica nata nel 1989 che si occupa del settore giovanile e ha fondato una scuola calcio ormai divenuta un pilastro del panorama sportivo molinellese.

Il suo raggio di azione sconfina anche in territorio ferrarese, contando numerosi tesserati nel comune di Argenta. Molti ragazzi del capoluogo argentano e delle sue frazioni (Santa Maria Codifiume, Ospital Monacale, Traghetto), infatti, hanno scelto l’U. S. Reno per fare attività.

l’iniziativa

La società è considerata prestigiosa grazie a un team di allenatori con formazione professionale, pieni di stimoli e iniziative, che si stanno impegnando al massimo per far sentire la loro presenza ai ragazzi anche durante questa emergenza sanitaria. A tale scopo hanno creato un network, visibile sulla pagina Facebook U. S. Reno Molinella, attraverso il quale propongono aggiornamenti, allenamenti e piccoli contest. La squadra dei mister è coordinata dal responsabile tecnico Daniele Bortolotti, che lavora al centro tecnico federale di Coverciano, la cosiddetta “Casa degli azzurri”, dove vengono svolti i corsi di maggiore livello che formano i professionisti abilitati ad operare nel calcio. E proprio a Coverciano Bortolotti ha conosciuto Mauro Germàn Camoranesi, che là stava frequentando il corso per allenatori Uefa. Il campione del mondo ha accolto con gioia la richiesta di essere intervistato dal team dell’U. S. Reno Molinella. Quindi, domenica è andato in onda un “Reno Football Show” davvero spettacolare in collegamento con il campione appena rientrato in Argentina dalla Slovenia, dove aveva assunto l’incarico – da appena due mesi – di allenatore del Tabor Sežana, dopo tre anni di attesa prima di tornare in campo.

Camoranesi ha esordito manifestando la sua vicinanza al nostro Paese, così colpito dalla pandemia.

il messaggio

«L’Italia mi ha accolto come un figlio e, pur non essendo la mia terra natale, ho avuto l’onore di giocare nella sua Nazionale». Camoranesi ha rivelato il suo desiderio di riportare in campo il calcio di strada: «È una teoria che mi esce dal cuore perché la strada permette a tutti di giocare e di imparare sbagliando, ognuno con i propri tempi, senza fretta e senza imposizioni».

E poi le domande di Bortolotti, Mezzapelle e Scorrano dell’U. S. Reno: il segreto della vittoria ai mondiali 2006? «Non c’è un segreto in questa vittoria, se non che ci siamo sempre considerati una squadra, non giocavamo come singoli». E sull’infanzia? «Ero un bambino felice, facevo quello che desideravo, avevo molto tempo per giocare e… non ero molto bravo a scuola. Però non ho mai combinato cavolate! » .

Un giovane spettatore chiede consigli per diventare un professionista: «La prima cosa che ci deve essere è la passione, poi tutto deve essere costruito passo dopo passo. È un cammino difficile dove si entra in competizione con tanti altri aspiranti. Ma bisogna innanzitutto concentrarsi sul gioco e stare coi piedi per terra». Camoranesi allenatore: «Sono all’inizio e il mio è un percorso di crescita. Solo perché ho giocato a calcio per tanti anni non posso stare seduto sul divano a bere il mate. Devo imparare».

Le caratteristiche per ricoprire questo ruolo? «Un allenatore deve entrare in empatia con i giocatori e cercare di capirli, oltre a trasmettere il proprio entusiasmo».

Il gol più bello realizzato in carriera: «Ce ne sono un paio ai quali sono particolarmente affezionato. Uno al Parma. Era il 2004 o 2005. Zambrotta mi passa la palla, io la controllo un po’male e la calcio di punta: è partito un siluro! Tutto per un controllo sbagliato… E l’altro al primo derby a Verona contro il Chievo. Il campo era bagnatissimo, mi è arrivato un cross, ho provato a schiacciare la palla con la suola… ed è stato un gol decisivo».

la simpatia

«Questa è in assoluto la migliore intervista degli ultimi 10 anni, sono rilassato, è bellissimo! » , confessa il campione e conclude la diretta con un saluto ad Anna e Chiara, le figlie di Alessandro Montanari, fondatore dell’U. S. Reno, prematuramente scomparso. Camoranesi si è rivelato una persona positiva, umile ed estremamente cordiale. Dalle sue risposte è emersa una profonda competenza tecnica, ma anche una grande simpatia: sembrava di assistere a una chiacchierata tra amici e non a un’intervista con uno dei più importanti protagonisti dello scenario calcistico.

Per rivedere la diretta con Camoranesi e prendere visione delle iniziative di U. S. Reno: Facebook U. S. Reno Molinella (@usrenomolinella).–

federica tarroni

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