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L’olimpionica di scherma 

Di Francisca, stoccata a Djokovic «Fa rabbrividire: il vaccino si farà»

Di Francisca, stoccata a Djokovic «Fa rabbrividire: il vaccino si farà»

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ROMA

Spingeva perché le Olimpiadi di Tokyo non venissero rinviate, così da chiudere ai Giochi la carriera. Ma il coronavirus non era pandemia e i timori facevano meno paura dei sogni infranti.

Ora che il mondo intero è sotto scacco, anche se per gli sport individuali si intravede la luce alla fine del tunnel, Elisa Di Francisca non vuole rischi. E sul caso Djokovic no vax, idee chiarissime: «Rabbrividisco» dice l’olimpionica della scherma. Che comunque era stata la prima a vederci lungo: «Ho deciso subito di non partire per la Coppa del Mondo a Los Angeles, perché la situazione era già grave prima dello stop alle competizioni internazionali. È stato un bene che abbiano annullato la gara e ci hanno messo tutti in sicurezza». E adesso anche riprendere gli allenamenti dopo il 4 maggio spaventa. «La vedo una cosa rischiosa», confessa la fiorettista azzurra. «Anche se nella scherma siamo uno contro l’altro a distanza – precisa – poi però c’è assembramento, ed è difficile evitare i contatti». E aggiunge: «Finché non ci sarà un vaccino ci sarà sempre la paura, quando facciamo sport noi facciamo sport: non pensiamo a quante volte ci mettiamo le mani in viso, stiamo a contatto, insomma la vedo molto faticosa».

Da poliziotta e da cittadina, si interroga anche su come sarà la fase 2: «Questo periodo ha tirato fuori tante cose, emergono tutti i mali: gli ospedali, il sistema sanitario, la gran confusione del governo. Comprensibile, certo, ma a noi cittadini non dà punti di riferimento». Tiene a sottolineare che «non è una posizione egoistica», che deve valere per tutti e non solo per lo sport, o il calcio in particolare: «Io capisco che ci sono gli interessi, il calcio ha i suoi, tutti noi li abbiamo, cittadini e non solo atleti. Le aziende hanno bisogno di riaprire e la gente di lavorare – sottolinea Di Francisca – ma dobbiamo renderci conto che il virus non è scomparso e non c’è ancora il vaccino. Rendiamoci conto della gravità della situazione». E, a proposito di vaccino, una stoccata la rifila al numero uno del tennis mondiale, che ha detto no all’obbligatorietà. «L’idea che possano scoprire il vaccino e poi farlo a tutti è un miracolo. Non scherziamo su queste cose – torna seria l’azzurra – Rabbrividisco solo al pensiero che ci siano persone che ritengono che il vaccino sia il male. Il vaccino salva le vite, è l’unico modo per stare tranquilli. Noi atleti dovremmo essere portatori di esempio». La regina del fioretto sta a Roma dove sta trascorrendo la quarantena: «Mi manca la palestra, la pedana, la vita normale – ammette – poi sono un animale sociale quindi parlo pure con i muri». —

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