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Giba, Cuminetti e il professor Prandi Le avventure ruggenti della 4 Torri

Dario Cavaliere
Giba, Cuminetti e il professor Prandi Le avventure ruggenti della 4 Torri

All’inizio del Duemila fior di campioni diedero una dimensione internazionale al club estense portandolo alla semifinale scudetto con Modena  

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la storia

La Ferrara sportiva ha sempre vissuto con grande entusiasmo le correnti emotive dettate dalle varie discipline. Complici le annate storte di questo o quello sport e la voglia di primeggiare in qualcosa, il palasport si è riempito, ad esempio, per i playoff scudetto dell’Esteblock pallamano nei primi anni ’80; arrivando ad essere strapieno qualche anno dopo per la Mangiaebevi basket, complice la retrocessione in C1 della Spal. Negli anni ’90 a far palpitare i cuori sportivi dei ferraresi ci ha pensato il volley che – arrivato nella massima serie – ha riempito il vuoto affettivo lasciato sempre dai biancazzurri spallini tra il ’95 e il ’97 quando passarono dai playoff promozione in B alla retrocessione in C2. E anche il basket, in quegli anni, attraversava momenti cupi. Così sotto i riflettori andò la pallavolo, disciplina storica per la città. Ma tra la fine degli anni ’90 e l’inizio del 2000 per il volley ferrarese ci fu una vera età dell’oro.

consapevolezza

Guida in questa “ passeggiata” nostalgica Ruggero Tosi, giocatore, allenatore, dirigente che ha vissuto da protagonista quegli anni indimenticabili. «Credo che non tutta la Ferrara sportiva abbia una vera e propria consapevolezza dell’importanza che la pallavolo di vertice abbia avuto nella nostra città. Questo, forse, è spiegabile dal fatto che, pur essendo uno sport che è stato sempre ben rappresentato in città dalla 4 Torri, in Lega A la squadra ha disputato un solo anno le semifinali scudetto (nel 2002 contro Modena sotto la guida di Prandi; ndr). In realtà invece, se ci si sofferma un attimo sui nomi, emerge in modo concreto che il volley ferrarese ha visto sul parquet di piazzale Atleti Azzurri d’Italia molto del meglio della pallavolo internazionale di quel periodo».

«Innanzitutto - continua Tosi -, partirei da alcuni anni prima, quando cioè il compianto Andrej Kuznetsov era ancora un atleta che all’epoca si contendeva la palma di miglior giocatore al mondo con Kiraly e Bernardi. Arrivò a Ferrara nel ’94-95, anno della prima promozione in A1 della Les Copains di Vanni Monari (titolo poi venduto a Macerata; ndr) e purtroppo morì in un tragico incidente automobilistico durante la pausa natalizia del campionato. Poi la serie è lunga, quasi interminabile, iniziando dai pluricampioni olimpici Giba e Gustavo, passando da Tcherednik, Vujevic, Rodrigao, Wijsmans, Schuil, Cuminetti.

E chiudendo con Tofoli, Bovolenta, Martinelli, Margutti, Cernic solo per citarne alcuni ma certamente scordandone tanti altri. Penso, in questo contesto di nomi, sia giusto anche ricordare i ferraresi che vestirono la maglia di Ferrara in serie A1 e cioè Andrea Gelli, Paolo Ferrioli, Giovanni Grappa, Andrea Zappaterra, Giorgio De Togni e Filippo Panetto».

dietro le quinte

«Io - prosegue Tosi - in quegli anni ho avuto un ruolo sempre dietro le quinte; mi fu proposto di fare il secondo allenatore ma era un ruolo che non ho mai accettato per vari motivi, che poi fu ricoperto da Roberto Poli e da Marco Breviglieri. Conoscevo bene però le dinamiche che portarono quei risultati che, visti oggi, hanno un carattere di estemporaneità per un motivo ben preciso. La verità è che in realtà a Ferrara non c’è mai stato un tessuto imprenditoriale in grado di reggere una vetrina così importante. Direi perciò che molte condizioni si sono soprattutto concretizzate grazie alla “incoscienza”, in termine positivo, di alcuni presidenti e alla capacità di alcune persone, ottimi professionisti della pallavolo, nel puntare su determinati atleti».

pupo

Nel 1996-97, con allenatore Pupo Dall’Olio, la squadra estense vince nuovamente la A2 ed entra a pieno titolo nella massima serie. Schiera un sestetto molto competitivo con Bovolenta, Milone, Margutti, Vujevic, Schuil e il 31enne Tofoli. Con loro il ferrarese Andrea Gelli. «Il primo anno ad esempio, che forse è quello ad aver lasciato il segno più marcato nella memoria collettiva, fu grazie al coach Ricci e al direttore sportivo Recine che schierammo la diagonale più forte del campionato. La Conad Ferrara puntò infatti su un Paolo Tofoli scaricato in quella stagione dalle squadre di “rango” probabilmente per motivi anagrafici. Ritengo questa la molla per fargli venire una gran voglia di dimostrare di essere ancora il migliore, come poi in effetti avvenne. In diagonale con lui come opposto fu preso l’olandese Schuil. Al tempo quel giocatore, seppur in panchina nell’Olanda olimpica del 1996, era quasi sconosciuto se non che, subito dopo essere stato tesserato da Ferrara, vinse i campionati europei da titolare facendo accendere su di lui i riflettori del mercato».

«Quella stagione vincemmo tutte le partite in casa con il palasport ben oltre il tutto esaurito ad ogni gara. L’altalenante rendimento tra le partite casalinghe e quelle fuori da Ferrara ci fece arrivare quinti in classifica così da giocarci la bella ai quarti dei playoff fuori casa. Ci eliminò Macerata (2-1; ndr), un vero peccato perché con un rendimento appena più continuo in trasferta si sarebbe potuti arrivare molto più avanti nella regular season e a quel punto, chissà..».

vulcanico

Il 1998-99 sarà altro anno pieno di colpi di scena. In estate la dirigenza lascia e vende il titolo sportivo a Palermo, ma nella stessa estate la cordata con l’imprenditore ferrarese Giulio Barbieri capofila, riporta la A1 a Ferrara rilevando i diritti della Zinella Bologna, adottandone i colori giallo e nero che sostituirono il classico biancorosso. Allenatore Maurizio Menarini. «Il vulcanico ingresso di Giulio Barbieri con la sinergia bolognese di Penazzi - spiega Tosi -. Giulio portò per la prima volta nella pallavolo di Ferrara la grande capacità imprenditoriale, ma anche in questo caso molti risultati, a mio modestissimo parere, sono dovuti alle capacità di un ottimo conoscitore della pallavolo. Se i vari Wijsmans, Giba e Gustavo sono arrivati a Ferrara è stato solo perché sono stati presi quando ancora i grandi club non ci avevano messo gli occhi addosso».

«Ad esempio il citato belga Wout Wijsmans, arrivato praticamente gratis dal Belgio nel 1999 (439 attacchi vincenti in stagione per 389 punti, cui dà una mano il russo Cerednik con 320 ricezioni; ndr) fu anch’egli venduto poi a Macerata per 400 mila euro nel 2001, praticamente il maggior sponsor per Ferrara nell’anno successivo. Quel dirigente era Boris Bondi, a lui si deve anche l’aver portato in serie A dalla serie B atleti come Bonati e Cernic che poi, ricordo, vestirono a lungo anche la maglia della Nazionale».

In quelle due stagioni la squadra finì sempre al 9° posto e quindi fuori dai playoff. Menarini fu sostituito dal ritorno di Dall’Olio a metà stagione, che portò Ferrara ai playoff l’anno successivo, grazie sempre a Wijsmans vero uomo ovunque e all’australiano Howard muro invalicabile. Squadra eliminata ai quarti da Cuneo.

in panchina

«Dal punto di vista tecnico/organizzativo – prosegue Tosi – direi che le annate migliori, per tanti motivi, sono state quelle 2001/2002 e 2002/2003 sotto la guida di Prandi e forse non è un caso che proprio allora si giocò l’unica semifinale scudetto della nostra storia e si arrivò di nuovo quinti l’anno successivo (miglior risultato raggiunto nelle regular season; ndr). Dal punto di vista umano però è rimasto anche un bellissimo ricordo del periodo con Pupo Dall’Olio, uomo con valori sportivi ed umani di grande spessore».

In quegli anni la squadra è trainata da Cuminetti che da opposto primeggia in quasi tutte le classifiche, con Gustavo muro invalicabile. Gilberto Amauri de Godoy Filho detto Giba mostra al mondo il suo valore (74% per lui in attacco in “gara 1”) e la squadra nei playoff batte Macerata, prima in regular season e neo vincitrice della Champions League. La serie finirà 3 a 1 in “gara 5” nelle Marche con una gara da antologia.

Ferrara, targata Yahoo! Italia, si prende il primo set rimontando dal 13-16 e domina anche il secondo, trascinata dai 9 muri di Gustavo e da un Cuminetti imprendibile (24 punti per lui). La Lube prova a riaprire la partita nel terzo, ma le percentuali in attacco restano basse e nel quarto, sempre condotto di misura, sono ancora Cernic e compagni a imporsi in volata 25 a 23.

rivincita

E la rivincita di Prandi, sostituito sulla panchina Lube da Masciarelli al termine della stagione precedente, è servita. Le energie ferraresi però finiscono qui ed in semifinale scudetto Modena quasi passeggia. L’anno seguente per Ferrara ancora un quinto posto in regular season, con eliminazione nei quarti di finale playoff battuta da Milano che lotterà strenuamente in semifinale con Treviso poi campione. Nel 2003-2004, con Zanini alla guida tecnica, per la 4 Torri arriva una pesante retrocessione in A2, nonostante i 542 punti di Gavotto primo nelle statistiche di rendimento ed un organico di qualità su cui spiccava il nome di Rodrigao, il terzo brasiliano della nazionale che ha vinto tutto in quegli anni, dopo Giba e Gustavo. A fine stagione parte dello staff si trasferirà a Modena alla corte di Velasco. E su Ferrara cala il sipario per questi livelli.—

Dario Cavaliere

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