Il rinvio libera tutti Con i Giochi nel 2021 riecco gli squalificati
lI ritorno di molti atleti nei guai per doping Dalle ragazze dei 1.500 di Londra ai russi
il caso
Quella sporca mezza dozzina continua a tormentare le Olimpiadi: sei squalificate sulle prime nove piazzate al traguardo dei 1.500 metri dei Giochi di Londra. Una delle gare più corrotte di sempre, pessimo ricordo che ha contribuito a spingere l’antidoping su strade più efficaci. Otto anni dopo molto è cambiato, ma un paio delle ragazze diventate cattivo esempio stanno per tornare in circolazione grazie al posticipo olimpico.
Le sospensioni sono temporali, non legate a un evento, ma ricalcano i programmi delle stagioni che adesso sono saltati per aria. La turca Gamze Bulut ha preso l’argento in quei 1500 metri della vergogna, promossa a oro quando la connazionale Alptekin è stata trovata positiva e poi tirata giù dal podio per lo stesso motivo.
Il bando scade il 29 maggio e lei ora ha più di un anno per riprovarci: «Darò il mio meglio per arrivare a Tokyo». Lecito, solo che le sue potenziali rivali hanno il diritto di essere frustrate e di sentirsi prese in giro.
Non c’è soluzione al rebus dell’etica che ha perso pezzi preziosi in questo calendario sconvolto dalla pandemia.
Ci sono russi che non hanno il via libera per la colpa di stato ma avrebbero scontato le pene personali, soliti sospetti e recenti acquisizioni nella lista delle persone da tenere d’occhio. Diversi sollevatori di pesi, come ad esempio il polacco Tomasz Zielinsky, beccato a Giochi in corso nel 2016 e pugili, come l’irlandese Michael O’Reilly cacciato dal Villaggio di Rio con sentenza di quattro anni di squalifica. Gli avrebbero impedito Tokyo 2020, non la versione in calendario nel 2021.
Sun Yang, il contestatissimo nuotatore cinese, a lungo padrone dello stile libero, dovrebbe stare alla larga dalla piscina per otto anni ed è tornato ad allenarsi. Fuori legge e senza faccia, mentre lo sport, già bloccato, può solo gestire tormenti. —
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