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Ferrara United, l’Under 15 in bella evidenza Tarroni: «Peccato per la sosta forzata»

Ferrara United, l’Under 15 in bella evidenza Tarroni: «Peccato per la sosta forzata»

Il capitano: si sente la mancanza degli allenamenti e dell’adrenalina che solo le partite sapevano trasmettere

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Autore di un'annata di grande crescita, attraverso il consolidamento di un gruppo nuovo ma risultato sicuramente unito e performante, l’organico della formazione Under 15 del Ferrara United, griffato AutoDanieli, ha dovuto, come tutte le altre squadre appartenenti alle varie discipline sportive, interrompere bruscamente la propria stagione. La società ferrarese ha comunque messo in vetrina dei ragazzi dal grande potenziale ed ha ottenuto buoni risultati, grazie al lavoro di uno staff tecnico preparato ed all’altezza del compito. Tra coloro i quali sono finiti sotto le luci della ribalta c’è certamente Axel Tarroni, capitano della formazione Under 15, da un paio di mesi costretto - come tutti i suoi compagni - ad una inattività forzata a causa dell’emergenza coronavirus.

scaletta quotidiana

Tarroni racconta come sta vivendo questa quarantena e come trascorre le sue giornate tra le mura domestiche:

«La mia quarantena - sottolinea Axel - è abbastanza monotona: la mattina faccio le videolezioni con i miei compagni di scuola ed i miei professori, mentre il pomeriggio mi dedico ad esercizi fisici per rimanere in forma. La sera infine mi tengo impegnato con libri e serie tv».

Ovviamente si avverte la mancanza del campo ed il non poter condividere allenamenti e gare con i propri compagni di squadra: «Indubbiamente mi mancano molto gli allenamenti, così come mi mancano l'adrenalina e l'unione d'intenti che solo le gare sapevano darmi».

C’è poi la questione relativa alla preparazione, a come mantenersi in forma sia con il lavoro che con un’alimentazione adeguata: «Personalmente - rimarca Tarroni - mi tengo in forma facendo degli esercizi che mi hanno indicato le mie allenatrici e cerco di seguire un'alimentazione regolare, di tipo mediterranea».

Tra i vari interrogativi che hanno ragione d’essere, c’è quello che riguarda il futuro: dopo questa emergenza cambierà qualcosa nel mondo della pallamano? «Spero sinceramente che il mondo della pallamano non cambi - dice Tarroni -, ritengo tuttavia che ci saranno ripercussioni a causa di tutte le modifiche alla nostra normalità che l'emergenza coronavirus ci ha imposto».

Capitan Tarroni, intanto, è rimasto in contatto con i propri compagni di squadra, grazie soprattutto alle moderne tecnologie: «Io e i miei compagni di squadra siamo costantemente in contatto. Si era creato un grande gruppo in questa stagione e ci sentiamo quotidianamente nei nostri gruppi WhatsApp».

Quanto al tempo libero, che per forza di cose non manca, come viene impegnato? Quali interessi vengono coltivati da Tarroni? «Quando non mi alleno rispolvero i vecchi libri della mia infanzia: in questa quarantena ho potuto dedicarmi alla lettura della saga di "Harry Potter". Una volta terminata mi sono dedicato ai libri gialli, dei quali sono un grande appassionato».

amarcord

C’è poi spazio per i personali ricordi agonistici, ad esempio la partita che Tarroni nella sua giovane carriera non può mai dimenticare, per un motivo ben preciso: «La partita di cui non mi dimenticherò mai è un derby giocato nel marzo del 2019. Eravamo fuori casa e in quella partita ci siamo ritrovati, nella seconda metà della ripresa, sotto di tre gol e di due giocatori, a causa di altrettanti cartellini rossi. Con carattere e sacrificio siamo riusciti a pareggiare, ed alla fine siamo riusciti addirittura a vincere con due reti di scarto. Al termine del match, fra la gioia e l'emozione, stavo per crollare al suolo ma sono stato sorretto dalla presa affettuosa dei miei compagni di squadra».

Infine, un gol ed una giocata che vengono rammentate con particolare affetto: «Il gol più importante della mia carriera, che ricordo con affetto, è sicuramente il primo. L'ho realizzato proprio durante un derby due anni fa, tirando dalla posizione di ala sinistra sotto le gambe del portiere: in quel momento mi sono sentito libero perché non andavo a segno nonostante due anni di duri allenamenti. Purtroppo quella partita alla fine la dovemmo lasciare ad i nostri avversari, ma il primo gol non si scorda mai». —

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