Il dg Vagnati saluta la Spal e va al Torino
Ha chiesto di essere lasciato libero e il club ha accettato Romairone, Zamuner e Bonato i possibili successori
ferrara
Prima Leo Semplici, poi Davide Vagnati. La Spal chiude i conti col passato, pur avendo davanti un futuro labirintico. Ma sono storie agli antipodi, perché il tecnico a febbraio è stato esonerato mentre ieri è stato il dirigente a chiedere di andarsene. Di certo, la storia tra il club e il “direttore” termina con una tempistica inattesa. Almeno rimanendo a navigare in superficie. In realtà tutto ha un motivo: Vagnati molto probabilmente andrà al Torino (che pare stia pure facendo un pensierino a Semplici). Nonostante i tempi pandemici non consentano di pensare granché alla programmazione, il club granata ha fretta di sistemare le caselle dirigenziali. La stagione bruscamente arenata alla frontiera Covid-19 ancora ha la consistenza della materia dei sogni, fumosa (si riprende, è finita qui, chi giocherà in A...), ed ovviamente il futuro sulla prossima è nel grembo di Giove. Eppure il presidente granata Cairo ha premura di mettere mattoni per le fondamenta del Toro che verrà. Dunque ha premuto su Vagnati affinché si liberasse. Nulla può stupire nel caotico mondo pallonaro, ma si pensi qualora si dovesse tornare a giocare per questo campionato: alla terz’ultima ci sarebbe Spal-Torino.
rescissione e saluti
Ad ogni modo, ora contano i fatti. E nella pietra c’è scolpito l’addio: rescissione consensuale. Vagnati rinuncia ad un contratto che da non molto aveva rinnovato fino a giugno 2022. E se lascia un garantito, probabilmente, è perché ha un altro accordo dietro l’angolo. Col Torino si dice che l’intesa avrà la stessa durata, andando a sostituire Massimiliano Bava che rimarrà nel club perché, in realtà, quest’ultimo si occupa più di questioni amministrative e logistiche. Bava aveva preso il posto di Petrachi passato alla Roma, ma era una poltrona che non sentiva sua.
Cairo pensava a Vagnati da mesi, avendo peraltro avuto modo di saggiarne dal “vivo” le qualità visto che tra Bonifazi e Gomis, Milinkovic e chiacchierate varie (vedi Iago Falque) le occasioni dirette non sono mancate. Per Vagnati è un evidente salto di qualità, la Spal giustamente non ha inteso frenarne l’ambizione. Così rapporto chiuso. In amicizia.
“Fin dall’avvio dell’esperienza con la nuova dirigenza spallina della famiglia Colombarini e del presidente Walter Mattioli nel luglio 2013, Vagnati è stato il riferimento dell’area sportiva - recita la nota del club -, ruolo in precedenza ricoperto anche nella Giacomense, dove aveva iniziato il percorso prima da calciatore per tre stagioni e poi come direttore sportivo. Nel suo cammino in biancazzurro, svolto in coordinamento coi vertici societari, la Spal ha ottenuto innumerevoli successi: promozione dalla Lega Pro alla Serie B e vittoria della Supercoppa di Lega Pro (stagione 2015-2016), promozione dalla Serie B alla Serie A (stagione 2016-2017), due salvezze consecutive in Serie A (stagioni 2017-2018 e 2018-2019). La società Spal è orgogliosa di aver conosciuto e lavorato con Davide Vagnati, che attraverso i rapporti umani costruiti, la passione, le motivazioni e l’armonia ha saputo creare all’interno di tutte le componenti societarie e sportive un gruppo unito e innamorato dei colori biancazzurri. Vagnati avrà un posto speciale nella storia spallina, che ha contribuito a far rinascere, ricevendo da parte della società un attestato delle proprie qualità e doti dirigenziali. La famiglia Colombarini, il presidente Walter Mattioli, i dirigenti e tutte le componenti del Club augurano a Davide un futuro ricco di altri straordinari successi”.
deus ex machina
Non sono tempi di impellenti necessità agonistiche, epperò è chiaro che la Spal sta iniziando a guardarsi attorno per un sostituto. Vagnati era il deus ex machina del mercato, appunto il responsabile dell’area tecnica. Tre i profili che sono emersi in queste prime ore di vuoto. Giancarlo Romairone, Giorgio Zamuner e Nereo Bonato. Il primo, curiosamente pure lui genovese, ha giocato nella Spal nel ’96. Vanta esperienze dirigenziali a Vercelli, Spezia e Carpi. Poi, nel 2017, è stato direttore sportivo del Chievo rimanendovi fino al termine della scorsa annata. Sostituito, guarda gli intrecci, dall’ex spallino Sergio Pellissier che smesso di giocare è passato dietro la scrivania. Romairone è libero, era stato accostato tempo fa alla Sampdoria come del resto Vagnati, e vanta una solida amicizia col dg biancazzurro Gazzoli. Quanto a Zamuner, il biancazzurro è nel sottopelle. Con Mattioli è legato da antica amicizia, dai tempi in cui Giorgione faceva il procuratore. Poi l’avventura dirigenziale a Padova dal 2016 con promozione in B e retrocessione. Il cambio di proprietà avvenuto successivamente nel team biancoscudato gli è costato il posto. Anche lui libero, ovviamente molto stuzzicato da un’eventuale avance spallina. Infine ha poi fatto capolino la timida candidatura di Nereo Bonato, attualmente alla Cremonese. Ex di Sassuolo, Verona e Udinese. I giochi sono aperti. —
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