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Leka conosce la strada: «Tatu diventi perfezionista»

Lorenzo Montanari
Leka conosce la strada: «Tatu diventi perfezionista»

Le riflessioni del coach del Kleb dopo l’eleggibilità di Ebeling al Draft Nba 

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FERRARA. Ci ha messo molto del suo, è innegabile, ma senza il grande lavoro e la fiducia riposta in lui da coach Spiro Leka, Michele Ebeling non avrebbe disputato un’annata così importante. Crescere al Kleb la prossima stagione, con l’obiettivo poi di spiccare il volo. Ecco cosa c’è alla base della decisione di “Tatu” di dichiararsi sin d’ora eleggibile al prossimo Draft Nba. «Sono contento che Tatu sia riconoscente – dice Leka -: di queste situazioni ne ho viste... Dai tempi di Nemanja Bjelica, quando veniva in estate nei camp di Rimini, così so più o meno la strada».

IL PERCORSO

Ecco, Ebeling ha deciso di dichiararsi eleggibile già al prossimo Draft Nba... «I giocatori sono i primi ad essere bravi: Tatu ha messo la serietà e la voglia di lavorare a 360° nel basket, ora è nel primo passo della maturazione. Ha fatto un bel percorso, gli abbiamo dato spazio, è vero, non è scontato che altri allenatori gli diano quello spazio. Dall’inizio della stagione ho detto che noi saremmo cresciuti se anche Tatu fosse cresciuto: è entrato nel nostro progetto e ha mantenuto le promesse, a livello di voglia e miglioramenti graduali, in difesa soprattutto, dove partiva con grossi handicap nel marcare le ali forti avversarie. A fine stagione è diventato in quel ruolo un buon difensore».

ALA PICCOLA

«Sarà il suo ruolo futuro, ma dovrà continuare a lavorare tanto – ha continuato il coach del Kleb -, più cose sai fare e più possibilità hai di giocare ad alto livello. Dovrà continuare il lavoro fisico e tecnico, guai se si ferma». «Devo dire che è giusto avere ambizioni, ma dipenderà tutto da lui: noi siamo quelli che diamo una mano, alla fine sarà lui che dovrà fare le cose sul campo. Prima capisce questo, meglio sarà. Tatu deve mantenere questa attitudine di lavoro, diventando perfezionista e curando i dettagli fisici, cominciando a difendere sugli esterni e sulle ali piccole. Il ruolo lo definisce la difesa. Attorno ad Ebeling c’è tutto per fare un lavoro di crescita, sono contento che abbia detto che vuole continuare a giocare da noi. Andare al piano di sopra si fa sempre in tempo, non bisogna avere fretta, l’ importante è fare passi sicuri: alla fine parlerà il campo e Tatu ha alternato buonissime prestazioni ad alcune meno, cosa normale per un giovane».

CONSAPEVOLEZZA

«Adesso deve prendere ancora più coscienza dei propri mezzi - aggiunge Leka -, maturando un po’ a livello di accettazione degli errori. Il lavoro da fare è molto, importante è che lui abbia voglia. Noi sappiamo la strada, dipende sempre da lui: a livello di attitudine al lavoro devo dire che è stato esemplare». Ebeling e l’Nba: solamente un sogno? «Non mi sbilancio. A volte ci sono dei giocatori che sono scelti con il numero uno e poi non hanno potuto combinare niente. Non è una scienza esatta, ma dipenderà tutto dalle motivazioni e dalla predisposizione a fare le cose giuste per quel tipo di basket. Per Tatu, l’Nba non deve essere una fissa ma dovrà porsi un obiettivo: diventare la migliore versione di lui stesso, dopo di che saranno gli altri a valutare dove potrà arrivare». «Di certo potrà prendersi delle belle soddisfazioni, basta che lavori moltissimo. E al lavoro dovrà continuare ad unire le qualità umane già importanti che ha. Il gruppo di quest’anno, bisogna dire che l’ha aiutato molto pure nei momenti difficili».

IL FUTURO

Per quanto riguarda il futuro del Kleb... «È difficile che noi possiamo cominciare a fare qualcosa finché non ci danno date certe – ha chiuso coach Leka -, dipendiamo dagli altri per poter programmare. Sotto sotto dobbiamo avere pronta la nostra tabella di marcia, perché si deve continuare a lavorare nonostante tutto. Prima o poi si ricomincerà, fondamentale sarà avere le idee chiare. La nostra strada andrà decisa assieme al diesse John Ebeling, i punti fermi sono quelli di cercare di mantenere più possibile l’ossatura che avevamo. Se ci sarà da aggiungere qualcuno, la prima regola sarà di mettere dentro brave persone prima che giocatori validi. Abbiamo iniziato questo percorso e non possiamo cambiare strada. Non abbiamo bisogno di gente strana, non mi interessa chi gioca per se stesso e non per la squadra». —

Lorenzo Montanari

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