Spal attendista, domani non riapre il Centro Niente allenamenti fino al protocollo condiviso
Alla luce dell’ordinanza regionale la ripresa era possibile ma il club preferisce aspettare le decisioni Figc-Governo
FERRARA
La Spal ha deciso di temporeggiare. I giocatori biancazzurri domani non riprenderanno ad allenarsi, individualmente, come avrebbero potuto fare – al Centro – alla luce dell’ordinanza regionale dell’altro giorno.
i fatti
Della “fase 2” calcistica non vi è certezza. Anzi, il caos regna sovrano. Giorno dopo giorno. Le comunicazioni tra le varie parti in causa sono sempre più mirate, verso una fine che per alcuni è già virtualmente scritta. Intanto, le ultime quarantotto ore sono state contraddistinte dalla situazione delle squadre emiliane: Bologna, Parma, Sassuolo e ovviamente Spal.
Da domani le quattro compagini regionali avrebbero la possibilità di effettuare allenamenti individuali all’interno dei centri tecnici: a permetterlo è la nuova ordinanza regionale emanata giovedì sera dal governatore Stefano Bonaccini. Nel punto si legge: «Via libera all’allenamento in forma individuale di atleti professionisti e non professionisti riconosciuti di interesse nazionale dal Comitato olimpico nazionale italiano, dal Comitato Italiano Paralimpico e dalle rispettive Federazioni nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e senza alcun assembramento in strutture a porte chiuse, anche per gli atleti di discipline sportive non individuali».
Particolare attenzione è stata posta soprattutto nella riga finale, differente rispetto all’ultimo Dpcm che “privilegiava” gli atleti degli sport individuali. Sussiste tuttavia un grosso problema: le squadre starebbero ancora attendendo un protocollo sanitario condiviso tra Figc, Comitato tecnico scientifico e ovviamente Governo.
i biancazzurri
Senza la presenza di quello la Spal ha comunicato che da domani il “G. B. Fabbri” non sarà accessibile nemmeno per le sedute individuali: «Spal – si legge nella nota della società biancazzurra – comunica che relativamente all’ordinanza emessa dalla presidenza regionale dell’Emilia-Romagna di giovedì 30 aprile l’attività della prima squadra biancazzurra rimarrà sospesa in attesa del protocollo sanitario e delle norme sulla definizione di ripresa delle competizioni sportive».
Dello stesso avviso (prudente) è stato subito anche il Parma, mentre occhio al Bologna che starebbe pensando di ripartire (probabilmente da martedì) in quel di Casteldebole dove i giocatori (già cambiati) potranno allenarsi a turni, individualmente o comunque molto distanziati per poi tornare a fare la doccia a casa. Idem il Sassuolo che non aprirà il Mapei Center ma permetterà facoltativamente ai propri calciatori (con un calendario di turni individuali) di correre (senza staff tecnico) nei campi del centro sportivo. Questione di scelte e di responsabilità medica: probabilmente da Roma sarà maggiormente apprezzata la linea attendista biancazzurra, già focalizzata sullo step successivo del 18 maggio.
evitare responsabilità
Una posizione di responsabilità, quella assunta dalla Spal, attenta sia alle indicazioni dei medici sportivi, sia ad evitare di incorrere in responsabilità nel caso di eventuali contagi post-ripresa dei propri tesserati, uno scenario che sarebbe configurabile come “infortunio sul lavoro” (come ha precisato l’art. 42 del Decreto Cura Italia, che ha incluso l’infezione Covid-19 nella nozione) ed in tal caso le società sportiva potrebbero essere chiamate a rispondere di tutti i danni non coperti da Inail. Inoltre, nei casi più gravi le società e i loro dirigenti potrebbero essere considerati responsabili sul piano penale per non aver adottato tutte le cautele necessarie a impedire l’evento, lle cui conseguenze ricadrebbero appunto sulla proprietà.
Quanto alla stagione, al campionato, o si ripartirà oppure la parola passerà alle sentenze della classifica: non sarà assegnato lo scudetto e ci saranno le retrocessioni, in base alla classifica al momento della sospensione. La Spal, quindi, cadrebbe in B. Ma tale scenario porterebbe a sicuri ricorsi estivi.
dilettanti, stop fino al 18
Ieri, intanto, la Lega Nazionale Dilettanti ha prorogato la sospensione delle attività fino al 18 maggio 2020, sia a livello nazionale che territoriale. Quidi anche in Emilia-Romagna. ––
Alessio Duatti
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
