Gerbaudo non dimentica i biancazzurri «Società super, ho Ferrara nel cuore»
Il centrocampista: è bello vedere la Spal in serie A, spero che ci resti ma in caso contrario saprà essere protagonista in B
ferrara
Parentesi breve ma sicuramente intensa e ricca di significato. I ricordi ferraresi di Matteo Gerbaudo arrivano manifestati da un tono di voce sincero, fiero e orgoglioso. Perché indossare la maglia della Spal è una cosa che rimane nel cuore di tutti coloro che ne hanno avuto il privilegio.
Il cammino
La sua avventura spallina è durata circa cinque mesi (i primi dell’anno 2015). La Spal aveva da poco accolto mister Leo Semplici, mentre questo giovane cresciuto (e di proprietà) nella Juventus arrivava a Ferrara durante la sessione invernale di mercato, dal Vicenza che frequentava la B.
«È vero - ricorda lo stesso Gerbaudo - ero sceso di una categoria ma arrivando alla Spal mi sono sentito di cadere in piedi. Ferrara è una piazza vera, la percepisci in ogni suo angolo anche soltanto mentre passeggi. Si respira calcio, la gente è affettuosa e ti fa sentire grande stima. Al mio arrivo la squadra navigava poco sopra la zona di galleggiamento dei playout e i punti in classifica erano pochi. Però mi sono subito reso conto che c’era del valore nei ragazzi e nel tecnico che conoscevo già dai tempi della Primavera perché giocavo contro la sua Fiorentina. Durante il girone di ritorno siamo stati la squadra che ha conquistato più punti, e per pochissimo non abbiamo centrato i playoff. Ricordo bene il mio esordio davanti a 3.000 persone contro il Savona».
Corri Manuel
Gerbaudo in quella stagione giocò più o meno la metà delle partite in calendario: «Mi è dispiaciuto non aver contribuito magari tantissimo, ma sono orgoglioso e onorato di aver preso parte a questo primo momento della Spal che ha dato le basi ai successi futuri».
E ancora ricordi: «Semplici è un grande mister. Non si vincono a caso i campionati e non ci si salva a caso in serie A. Durante il mio periodo alla Spal avevo legato molto con Rovini, Silvestri, Bellemo e Lazzari anche se devo dire che con tutti ci siamo voluti bene. Lazzari lo ricordo come un motorino assoluto che però negli ultimi metri sapeva di dover fare meglio. Infatti ci fermavamo spesso a fine allenamento, insieme: io lo lanciavo, lui correva e provava i cross. Negli anni ha fatto miglioramenti clamorosi e quando è arrivato meritatamente in Nazionale gli ho scritto per fargli i complimenti».
Forza Spal
Gerbaudo ha poi giocato a Carrara, Pordenone, Cuneo, Avellino, ora si trova a Foggia e ha quindi assistito da lontano ai trionfi biancazzurri degli ultimi anni. «È bello vedere la Spal in serie A e spero che si possa salvare. In caso contrario sono sicuro che sarà protagonista anche in B, la società è molto in gamba. Ferrara mi rimarrà dentro per sempre». –
Alessio Duatti
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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