I turnisti del pallone Così la Juventus ricerca la normalità perduta
torino
«È arrivato zorro». La battuta di Leonardo Bonucci, tutto mascherato di nero prima di entrare alla Continassa, spezza a modo suo questo strano clima di ritorno alla (quasi) normalità in casa Juve.
Non manca la voglia di riprendere a correre sul campo o di palleggiare con il pallone, dopo due mesi di stop, ma anche in casa della capolista si continua a navigare a vista per la possibile ripartenza della Serie A. Ieri alla Continassa sembrava di vivere un primo giorno di scuola: ingressi scaglionati e regole precise da seguire, tra qualche sorriso e i primi compiti, anche se siamo agli inizi di maggio e oltre alla metà della classe manca pure il professore (Sarri tornerà per l’allenamento collettivo). Si sono rivisti in dieci nel centro sportivo juventino, neanche il numero minimo per fare una squadra, perché tra giocatori ancora all’estero o in quarantena sono in pochi a questi allenamenti facoltativi. Per questo non ci sono convocati e la Juve parte a fari spenti.
Il primo ad arrivare è stato Ramsey, poco dopo le 10. 30, mentre l’ultimo turno è toccato a Bernardeschi dopo le 17. 30. Non poteva mancare il capitano Chiellini, e oggi dovrebbe affacciarsi Buffon, ma le emozioni più forti le ha vissute Daniele Rugani. Il “paziente zero” della Serie A per più di un mese è rimasto col fiato sospeso, dopo aver scoperto la positività al virus l’11 marzo: tornare in campo è stata una liberazione e qualcosa del genere la vuole provare Dybala, in via di guarigione dopo 46 giorni.
Uno alla volta, ben distanziati sui vari campi e senza passare dagli spogliatoi per la doccia, i giocatori bianconeri hanno svolto una prima sessione di lavoro agli ordini di uno staff ridotto nei numeri. Le attenzioni della Juve, però, sono rivolte anche ai giocatori che devono tornare in Italia per sottoporsi alla quarantena obbligatoria.
Anche qui i ritorni sono scaglionati: Ronaldo è sbarcato lunedì notte, ieri è tornato Szczesny dalla Polonia e per oggi sono attesi i brasiliani Douglas Costa e Danilo. Il caso più delicato resta Higuain, che ha poca voglia di tornare e con una situazione contrattuale da definire. Forse anche per questo ieri il ds Paratici è andato alla Continassa, tra un saluto ai giocatori e le nuove strategie di mercato. Primo obiettivo è sempre Chiesa, a maggior ragione dopo l’apertura della Fiorentina. «Se vuole andare alla Juve – ha detto Commisso – sarà accontentato: basta dirlo e portare i soldi giusti». —
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