Spal, salvezza in ballo Intanto ecco l’ipotesi di una nuova serie B: due gironi e 40 club
In attesa della A proposta di riforma del mondo cadetto Ds: Bonato e Zamuner in pole, proposti Lucchesi e Perinetti
ferrara
Nel bel mezzo delle logiche (?) economiche e politiche in nome delle quali da più parti si vorrebbe far ripartire il carrozzone del calcio, la certezza è che... ancora non ci sono certezze. Potrebbe essere decisiva questa settimana, tra decisioni del Governo, nuovo protocollo e Consiglio federale previsto per venerdì e che dovrà o prendere atto delle indicazioni dall’alto o programmare la prossima partenza.
Quale che sia l’esito della stagione (stop definitivo oppure nuovo avvio), la Spal dovrà comunque fare i conti con una dura battaglia salvezza: il presidente federale Gravina non vuol saperne per ora di blocco delle retrocessioni. Mentre la B sta ragionando per rifarsi il look.
lo scenario
Nelle ultimissime ore è emersa prepotente l’ipotesi di un’immediata riforma dei campionati. Non quello di A, che si vuole lasciare a 20 squadre, ma appunto quello cadetto ed anche la serie C. La proposta, che sarebbe già pronta, è tesa a diminuire il numero dei club professionistici, riducendolo dagli attuali 100 a 60: gli immutati 20 di serie A e 40 di B, con una cadetteria suddivisa in due gironi da 20 squadre ciascuno. Si noti: 20 sarebbero quelle decise dal campo, le altre salirebbero dalla serie C. Una rivoluzione che renderebbe economicamente più ricca la serie B (alla sua mutualità si aggiungerebbe infatti quella della C) e che sarebbe tesa a rendere quello di terza serie un campionato non professionistico, con i sodalizi iscritti (60 in tutti, di cui 20 provenienti dalla D, al netto di sparizioni e ripescaggi) che non sarebbero società a fini di lucro.
La terza serie, poi, l’attuale Lega Pro, sarebbe composta dalle restanti 40 società della Serie C più 20 società di Serie D fra le quali ci saranno le vincitrici dei vari gironi della stagione 2019/2020. Le altre ancora saranno selezionate secondo modalità precise ancora da definire. Questa serie diventerà però un campionato non professionistico, con le società che non saranno più a scopo di lucro.
Uno “sconvolgimento” ancora tutto da decidere, da ufficializzare. Ma l’idea, forte, c’è. Tornando alla Spal, dovesse retrocedere in che B finirebbe? Come verrebbero composti i gironi? Con suddivisione geografica, o con divisione verticale dell’Italia? E le promozioni poi quante sarebbero e come verrebbero decise? In A le prime dei due giorni più la vincente di play off incrociati come accadeva negli anni’70 e’80 in Francia quando i transalpini avevano la B a due gruppi?
Domande alle quali gli organi preposti stanno lavorando.
da esposito a fares
Intanto in casa Spal si contemplano tutti gli scenari. E si pensa già anche al futuro. La scelta del nuovo d.s. è sul tavolo, ma la decisione presumibilmente arriverà quando ci sarà maggior chiarezza sugli scenari globali. Di certo c’è che la Spal ha grande appeal, fa gola a tutti, non a caso anche direttori navigati quali Lucchesi e Perinetti hanno già sondato il terreno per capire se possono rientrare tra i papabili. Allo stato, risulta però che i favoriti continuino ad essere Bonato e Zamuner e Ludergnani.
Quanto al mercato, che passerà ovviamente dalle valutazioni di d.s. e allenatore, rientreranno i prestiti (Esposito e Dickmann dal Chievo, Jankovic dal Crotone ) e ci saranno cessioni importanti. Per Fares, ad esempio, è già braccio di ferro tra Torino, Lazio ed una Fiorentina molto ma molto interessata e che mette sul piatto il trasferimento definitivo di Dabo ed un conguaglio, che la Viola vorrebbe contenuto e che la Spal gradirebbe ben più consistente. –
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