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Trevisani, il nuovo talento della “cantera” United «Lavoro sodo per crescere»

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Continua il viaggio nella “cantera” del Ferrara United. Ed ecco Francesco Trevisani, estremo difensore di grande qualità e belle speranze, che in questa stagione ha coronato il primo obiettivo di esordire in prima squadra. E ora l’asticella si alza... «Intanto la mia quarantena e questo inizio di “Fase 2” sono caratterizzati da giornate arricchite da molte “video lezioni” scolastiche e da qualche ora di svago passata a guardare programmi tv. È chiaro che il campo ed il lavoro in palestra, con tutto ciò che ne consegue, mi mancano e molto. Siamo tuttavia chiamati ora ad un piccolo sacrificio nella speranza di poter tornare, il prima possibile, alla nostra vita».

L’obiettivo principale, attualmente, è quello di mantenersi in forma... «Mi sto facendo aiutare da un amico preparatore con varie schede “total body”. Poi, grazie ai consigli ed ai programmi del mio allenatore di ruolo Javier Grande, alleno anche i movimenti del portiere» .

È possibile pensare che cambierà qualcosa nel mondo della pallamano dopo questa emergenza? Trevisani non crede muterà granché: «Sinceramente penso cambierà molto poco. Probabilmente saranno contingentati i palazzetti, almeno per le prime gare, ma poco altro. Salirà solamente alle stelle la voglia di tornare a giocare».

Ed in attesa dei prossimi appuntamenti agonistici, proiettati alla prossima annata, non resta che consolarsi con i ricordi. «L’esordio con la prima squadra (nella gara vittoriosa contro Mezzocorona; ndr) è uno dei momenti sportivi più significativi della mia vita - ammette Trevisani - e di questo ringrazio coach Ribaudo per la fiducia e Neli Dobreva per il lavoro fatto nel corso della stagione. Pur essendo entrato al 55’, mi sono immerso in una dimensione diversa, più competitiva e stimolante, ed è stato bellissimo infilarci anche una bella parata nel finale. L’esultanza con i ragazzi della prima squadra ed i complimenti di grandi portieri come Michele Rossi ed Javier Grande sono istantanee che porto con me».

Come dire, idoli sottomano... «Sono un ragazzo che lavora sodo ed ha la fortuna di aver come allenatore un campione come Javier Grande. Non guardo troppo avanti ma devo dire che avvicinarmi al livello di Domenico Ebner (portiere italo-tedesco tra i migliori del ruolo; ndr) sarebbe bellissimo». —

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