Cus Golf, una storia di intuizioni e leadership Campo pratica per tutti e poi il 18 buche
Ieri il green ha riaperto per i 400 soci. Maggi: «Da circolo di provincia a società di interesse nazionale». E Fortini in azzurro
FERRARA
La sezione golf del Cus Ferrara è la più giovane fra le discipline gestite ed organizzate dal Centro Sportivo Universitario, ma si può dire che ha bruciato le tappe. E ieri, tanto per non perdere questa sorta di leadership, ha aperto i battenti per prima dopo la pandemia Covid-19.
Nata a seguito della realizzazione del campo da golf nell’area sportiva di via Gramicia sul finire degli anni ’80, la sezione golf ha sempre lavorato con un occhio rivolto al domani. Il green, all’epoca del suo progetto embrionale, fu una vera e propria scommessa sul futuro, essendo il primo caso in Italia (e forse in Europa), di un impianto nato su terreno universitario in funzione didattica.
controtendenza
Fino ad allora questa pratica sportiva – diffusissima in tutto il mondo – in Italia era sinonimo di classe abbiente. Il Cus Ferrara andò invece controtendenza, portandolo alla portata di tutti seguendo il filone americano, dove numerosissimi atenei mettono a disposizione degli studenti percorsi di golf e campi pratica e proprio la matrice universitaria è quella che riempie il serbatoio di professionisti.
«Per questi motivi quella realizzata a Ferrara ha costituito, oltre ad un azzardo, anche una vera e propria rivoluzione nel mondo del golf - dice Andrea Maggi, oggi Assessore allo sport del Comune di Ferrara, ma che della sezione golf cussina è stato dirigente e responsabile del settore giovanile -. Tutto nacque nel 1988 quando l’attivissimo Giovanni Trasforini, giocatore dilettante ma personaggio vulcanico e appassionatissimo di questo sport (che contribuì anche alla costruzione del percorso del Country Club a Fossadalbero; ndr), propose ai dirigenti del Cus di utilizzare alcuni terreni incolti limitrofi alla zona sportiva universitaria per realizzare un campo da addestramento al golf».
«Trasforini riuscì ad essere estremamente convincente - prosegue Maggi - e dopo poco tempo, d’intesa con l’Università, il campo venne realizzato con un costo iniziale complessivo inferiore a quello medio per realizzare una sola buca. La superficie iniziale era di 8 ettari con 9 buche di lunghezza variabile, più varie zone di allenamento specifico».
il debutto
«Il 20 maggio 1989 si svolse la prima gara ufficiale del Cus Ferrara - prosegue l’assessore -: un 9 buche con formula Stableford (dove al numero di colpi fatto in ogni buca corrisponde un punteggio; ndr) che vide al via 24 concorrenti, tutti cussini».
«Da allora – prosegue – i numeri si sono dilatati ed i risultati tecnici anche. Chi partecipa alle gare regionali e nazionali spesso fa incetta di premi, segno che la scuola è valida». Con il primo ampliamento del percorso, inaugurato nel 1996 dall’olimpionica di sci nordico Manuela Di Centa, è arrivata anche l’omologazione della Federazione italiana golf, che consente così ai giocatori di ottenere l’“handicap” che è una sorta di patentino internazionale dell’atleta. Le sue peculiarità tecniche lo fecero anche diventare sede di allenamenti di alcuni giocatori Pro dell’epoca come Emmanuele Lattanzi.
«Il salto di qualità – riprende Maggi – è avvenuto con la costruzione e l’inaugurazione nel 2004 delle attuali 18 buche par 68 (tracciato difficoltoso e stretto, contornato da bunker, siepi e con presenza di ostacoli d’acqua che contribuiscono a rendere più affascinante il gioco; ndr) che sono ben presto diventate teatro di grosse manifestazioni a carattere nazionale».
il cammino
Da allora ad oggi il golf in ambito Cus ne ha fatta di strada. «Dall’inaugurazione delle 18 buche - dice Filippo Maggi, ex nazionale ed attualmente rappresentante degli atleti dilettanti dell’Emilia Romagna - il Cus si è visto proiettato da circolo di provincia a società di interesse nazionale. Sul suo green si disputano oltre 60 gare all’anno con 90 concorrenti di media. Ha tesserati di valore, con Giacomo Fortini in azzurro, e si è visto assegnare tante manifestazioni di prestigio come i campionati italiani a squadre, i tricolori individuali giovanili e assoluti. La squadra ha ottenuto poi risultati brillanti arrivando a conquistare la massima serie nel 2017».
«Adesso sfioriamo i 400 soci di tutte le età, con una elevata percentuale di giovani - aggiunge Filippo -; il Cus Ferrara Golf punta da sempre sul settore giovanile, organizzando periodicamente corsi rivolti ai giovanissimi con uso gratuito della attrezzatura. Ci sono 3 maestri in attività: Luca Martufi, Riccardo Serafini e Gaetano Macciocchi, che – arrivato a Ferrara a fine 1996 – è subito diventato un punto di riferimento per tutto il movimento». In tempo di Covid-19 l’impianto cussino è fra i primi a riaprire, i suoi 40 ettari consentono infatti di poter far attività nel pieno rispetto delle regole sul distanziamento sociale. —
Dario Cavaliere
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