Cinque cambi, serie A pronta Lazio contro: «Juve favorita»
In caso di ripartenza del campionato si giocherebbero tre partite a settimana La svolta sulle sostituzioni potrebbe essere prorogata fino al 30 giugno 2021
Dodicesimo, tredicesimo e quattordicesimo. La panchina si allungava così: nel 1965 toccò al portiere di riserva farsi trovare pronto in caso di necessità, poi spazio – tre campionati dopo – al primo giocatore di movimento e, nel 1974, al quattordicesimo, fermo restando il limite dei due cambi. L’ultimo sforzo fu compiuto nel 1995 con tre sostituzioni senza il vincolo che una fosse dedicata ai numeri uno.
Il calcio e le sue regole si sono messi a correre, soprattutto, negli anni duemila e, adesso, è l’emergenza coronavirus a disegnare un’altra piccola rivoluzione: se ripartenza sarà, ai club verrà concessa la facoltà di effettuare fino a cinque cambi, sebbene in un massimo di tre momenti durante i 90’.
In Lega Pro chi cambia vince
Calendario schiacciato (si giocherebbe al ritmo di tre gare a settimana) e caldo, i motivi alla base delle scelta dell’Ifab, organismo, unico, che può modificare le norme. Così dal 5 settembre del 1965, pomeriggio di Juventus-Foggia, prima sostituzione in serie A fra i pali dei pugliesi fra l’infortunato Maschioni e Ballarini, ad oggi agli allenatori è stato concesso di trovare un rimedio alla sfortuna o di trasformarsi in veri strateghi della panchina.
Cinque cambi sono in vigore nella nostra Lega Pro (serie C) dall’estate del 2017 e gli effetti si cominciano a pesare: Monza, Vicenza e Reggina indicate come tre delle promosse in B, adesso che il campionato è stato fermato definitivamente, sono anche le tre squadre che hanno fatto maggior ricorso alle cinque sostituzioni durante la stagione che è stata poi interrotta.
Fino a dicembre o giugno 2021
La svolta ufficializzata in queste ore dagli otto membri Ifab avrà validità fino al 31 dicembre, ma non è esclusa una deroga fino al 30 giugno del 2021, perché il calendario dell’eventuale ripresa dei campionati nazionali potrebbe subire una contrazione di date anche per la stagione successiva. L’Italia ha fatto sapere che al prossimo Consiglio federale della Figc verrà approvata formalmente la novità e, da noi, è già tempo di divisioni.
Il primo a invocare le cinque sostituzioni dentro a una singola partita è stato l’ex allenatore del Torino, Walter Mazzarri nell’autunno scorso. «Ha ragione, giusto così», si espresse il patron del Napoli Aurelio De Laurentiis e, all’epoca, la Federazione prese nota, facendo un sondaggio con la Fifa. Sette mesi dopo, la svolta.
Il numero uno della Lazio Lotito non vede, invece, con favore questa virata guardando alla qualità e quantità della rosa dei rivali scudetto della Juventus nel caso in cui riprendesse la volata. Il nuovo tetto alle sostituzioni favorirà le grandi o darà ancora più fiato a chi fa dell’aggressività il proprio credo? Per capirlo occorrerà, prima, tornare a giocare. —
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