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I consigli di vita e di sport di coach Leka alla Scuola Basket

Lorenzo Montanari
I consigli di vita e di sport di coach Leka alla Scuola Basket

L’allenatore del Kleb in collegamento con i ragazzi della società satellite: «Prima di tutto diventate bravi cittadini del mondo»

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ferrara

Coach Spiro Leka “maestro di vita” per un pomeriggio. Bellissima iniziativa organizzata dalla Scuola Basket Ferrara, società satellite del Kleb, il cui gruppo Esordienti, guidato da Francesco Pasquali, ha avuto la possibilità di incontrare, seppur virtualmente, il tecnico biancazzurro, che ha raccontato la sua storia, non solamente cestistica, ai giovanissimi bianconeri.

il collegamento

È all’MF Palace, Leka, quando si collega con gli oltre 20 cestisti della Sbf. Dopo il saluto del “factotum” Stefano Cazzanti, il nocchiero albanese del Kleb si racconta. Emozioni pure:

«La mia storia? Beh, è una specie di film: sono nato e cresciuto in una dittatura, dovevi stare attento a tutto». Il basket: «Ho iniziato a 10 anni, 250 metri separavano casa mia dalla scuola e li utilizzavo per allenarmi sul terzo tempo. A 14 anni e mezzo vado in Under 16, a 15 anni e mezzo gioco con i 18enni, a 16 anni e mezzo vinco il titolo Under 18 e a 18 anni gioco in pianta stabile in Serie A con il Partizan Tirana».

La ricetta

Il messaggio di Leka è forte e chiaro: «Fare sempre il massimo e oltre per ottenere il massimo dei risultati».

L’ Italia: «Dopo aver vinto tanto come giocatore, arrivo in Italia nel 1991: è stata una scelta di vita. Ai cestisti della Scuola Basket dico che se avete un sogno, dovete seguirlo sempre, ma non diventandone prigionieri. Passione è una parola importante, prima di tutto dovete diventare bravi cittadini del mondo, la prima cosa che conta è la famiglia, poi la scuola, quindi il basket. Lavoro e tenacia, per diventare il migliore di me stesso». Leka consiglia: «Mettete l’attenzione giusta in tutto quello che fate, dall’ascolto viene la conoscenza, quindi la comprensione. Diventate perfezionisti».

Il Kleb

«Abbiamo disputato un campionato sopra le aspettative, la gente si è divertita e il nostro compito è fare divertire la gente di Ferrara. Allenare, per me è come indossare un vestito su misura». Dai giovani bianconeri arrivano domande interessanti. «I cori? Fanno piacere, allo stesso tempo caricano di responsabilità. Il giocatore più forte che ho allenato? Da assistente, Austin Daye. La squadra dove mi sono trovato meglio ad allenare? Dico Morciano, Fano, Pesaro e… Ferrara, dove ho vissuto un anno e mezzo scoppiettante. L’emozione più grande da giocatore? Gli applausi del pubblico avversario in alcuni contesti».

Leka guarda avanti: «A Ferrara ho altri due anni di contratto, con il club c’è un rapporto eccezionale, abbiamo vedute comuni. Vogliamo mantenere l’ossatura di questa stagione, ma tutti dovremo fare dei sacrifici per il bene comune: sarà un anno di difesa»”. —

Lorenzo Montanari

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