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Spal, Strefezza è deciso «L’unico pensiero è conservare la serie A» E sfidare di nuovo CR7

Alessio Duatti
Spal, Strefezza è deciso «L’unico pensiero è conservare la serie A» E sfidare di nuovo CR7

Il laterale è diventato famoso anche in Sudafrica ed ha raccontato la sua esperienza nel calcio italiano, i sogni e le ambizioni 

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confidenze

Anche in Sudafrica si parla di Spal e nello specifico di uno dei suoi prospetti più promettenti: Gabriel Strefezza. Infatti, Soccer Laduma – il più importante magazine del continente africano interamente dedicato al calcio europeo – ha intervistato il folletto brasiliano di casa Spal, definito nel titolo come “un innesto forte e umile” (a hard and humble graft)

l’arrivo

La chiacchierata con il giovane nativo di San Paolo parte dal suo arrivo a Ferrara: «All’inizio – ha rivelato Strefezza – è stato tutto abbastanza difficile perché non conoscevo la lingua, perché ero arrivato in un calcio differente e non c’erano altri ragazzi brasiliani in squadra. La Spal però mi ha dato un grande aiuto nell’adattamento, non solo sul campo ma anche per quanto riguarda la mia vita sociale. Il percorso? Il mio agente Leonardo Cornacini mi aveva portato a Palermo: mi ero allenato bene nelle loro giovanili, il direttore voleva farmi firmare un contratto, ma il presidente era contrario. Dopodiché sono andato alla Lazio ma lì la mia statura fisica non aveva convinto e così siamo volati dallo Sporting Lisbona. Piacevo, ma questo contratto non arrivava e il mio agente mi ha portato alla Spal dove tutto è veramente iniziato».

Con la Primavera e con le due esperienze in prestito tra Castellamare e Cremona: «Ho imparato molto, mi son servite. Adesso gioco in serie A ed è tutto ciò che ho sempre sognato. Farò del mio meglio per restarci. Sarò sempre molto grato alla Spal per aver creduto in me».

da ronaldo a ronaldo

Poi un’ampia parentesi sul suo idolo Cristiano Ronaldo affrontato in campo sia all’andata che nel ritorno di questo campionato: «Giocare contro uno così è una sfida incredibile. È stato divertente perché abbiamo anche parlato in portoghese ed entrambi siamo stati scelti come i migliori in campo per la nostra rispettiva squadra. Nella prima partita a Torino mi ha chiamato brazuca (è il termine con cui i portoghesi “identificano” i brasiliani, in particolare i calciatori che giocano all’estero; ndr) e mi ha regalato la sua maglia. Lui – ha proseguito Strefezza – è il vero esempio per tutti coloro che sono alla ricerca di successo nel calcio. Bisogna crederci sempre, migliorare e sperare: perché Dio osserva sempre i nostri sforzi».

Strefezza ha poi parlato di campo, ribadendo il concetto di esser a disposizione per dare il massimo in ogni posizione, prima di passare alle leggende brasiliane idolatrate fin da piccolo: «Sì, sono cresciuto ammirando molte stelle in questo senso. Nel calcio brasiliano ce ne sono tante: basti pensare a Ronaldinho, Neymar e Ronaldo “Fenomeno” col quale ho avuto l’opportunità di allenarmi quando era al Corinthians».

il futuro

E ancora sull’attuale emergenza sanitaria: «Il cambiamento nella routine mi ha influenzato molto. Mi manca il calcio, mi manca giocare e allenarmi con i miei compagni. Ho sempre usato la mattina come momento d’allenamento personale, poi al pomeriggio mi dedico alla famiglia. Spero che tutto ritorni alla normalità».

E se si ripartirà: «Siamo tutti determinati, con l’unico pensiero di salvare la Spal e mantenerla in A, dove merita questa fantastica città di persone appassionate. Farò di tutto per aiutare i miei compagni di squadra, non penso a nessun’altra cosa». –

Alessio Duatti

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