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Mantovani, una passione a prova di sacrifici Il metalmeccanico che va a tutta velocità

federica tarroni
Mantovani, una passione a prova di sacrifici Il metalmeccanico che va a tutta velocità

Il portacolori del Motoclub 44011 di Argenta ha iniziato a correre con le minimoto e ora coniuga il lavoro alla Sa.Ma. con le gare amatoriali 

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la storia

Il Motoclub 44011 può raccontare belle storie di centauri argentani. Dopo quella di un campione del passato, Massimo Broccoli, che ha spopolato negli anni ’80-90, ecco un talentuoso pilota di oggi. È la storia di Manuele Mantovani, un 26enne argentano con principi saldi, la testa sulle spalle e un amore smisurato per le due ruote. Un amore che ha radici nel nostro territorio, teatro di competizioni a motore.

gli esordi

Mantovani ha iniziato nel 2005, a 12 anni, con le minimoto: «Ho avuto parecchie soddisfazioni, ho vinto diversi campionati regionali e sono arrivato terzo nel campionato italiano per tre anni consecutivi. Adoravo le minimoto» racconta Manuele. Poi è cresciuto ed è stato necessario comprare una moto più grande: «Andavo con papà in giro per i circuiti con una moto stradale. Un pezzo alla volta, un’uscita alla volta, siamo arrivati alla mia prima gara a Imola nel 2014. E ho scoperto di cavarmela bene».

campionato amatori

E così ha continuato, ma non senza sacrifici. Manuele è un pilota part-time, lavora a tempo pieno come metalmeccanico alla Sa.Ma. di Portomaggiore e ogni sera, dopo il lavoro, si dedica agli allenamenti: «La mia vita gira attorno alla moto. La mia passione e la mia voglia di arrivare mi motivano ad andare avanti». Due sono anche le ruote della bici che usa per tenersi in forma per essere al top nelle corse in moto.

Ripercorriamo gli anni del Campionato italiano amatori di velocità: «Fino al 2018 ho gareggiato con la mia moto, da indipendente. Ma è molto complicato, i costi per partecipare a ogni singola gara sono altissimi; per non parlare del normale consumo della moto e degli allenamenti… una famiglia normale non ce la fa. Senza sponsor non è possibile scendere in pista e trovare realtà disposte a sovvenzionare un motociclista emergente non è per niente facile» spiega Mantovani. Ma di strada questo ragazzo ne sta facendo tanta.

«Fortunatamente c’è chi ha avuto fiducia nelle mie capacità e mi ha aiutato a percorrere la strada delle corse. Il Motoclub 44011 e altre realtà motociclistiche argentane mi hanno sostenuto nella ricerca di sponsor e nell’ottenimento delle licenze. Paolo Caprioni, altro pilota argentano, mi ha fatto capire l’importanza dell’immagine sui social e mi ha insegnato come curarla. E poi Dario Alberti, con DNA, mi ha supportato sul fronte meccanico per tutto il campionato 2018».

LE SVOLTE

E ci sono state anche delle soddisfazioni: «Ricordo con emozione il mio primo podio al Trofeo italiano amatori. Era il 2016, il mio primo anno ufficiale di gara. Eravamo al Mugello. Ce la siamo giocata proprio bene. Nella gara precedente non ero neanche andato a punti, ma abbiamo fatto qualche modifica alla moto che si è rivelata azzeccata ed è stata una bellissima corsa. Ho chiuso in terza posizione su una quarantina di concorrenti» racconta con orgoglio. Ora c’è ancora tanta incertezza sulla ripartenza del motociclismo.

Il pericolo di assembramenti ai paddock è un rischio notevole in questa emergenza sanitaria. Ma per Mantovani questa storia di motori e passione prima o poi ripartirà. Il motociclismo negli anni si è trasformato in un mondo dominato dal business, ma c'è ancora chi - per fortuna - mette l’entusiasmo davanti a tutto.—

federica tarroni

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