Oggi il funerale di Cazzanti Partecipazione ampia ma virtuale
A San Luca l’addio allo storico talent scout, ammessa solo la famiglia Però gli saranno comunque vicini i tanti che lo hanno conosciuto
l’ultimo saluto
Il giorno dell’addio è arrivato. Oggi il mondo spallino, e non solo, deve accomiatarsi da Luciano Cazzanti. Definitivamente. E può farlo solo idealmente, pur se in maniera di sicuro molto forte, sentita, estremamente partecipata. Commossa ed emozionata.
la cerimonia
Il funerale di “Ciano”, mancato nel pomeriggio di lunedì scorso, sulla soglia degli 86 anni (li avrebbe compiuti il prossimo 2 ottobre), è programmato appunto per oggi con partenza del feretro dall’ospedale Sant’Anna di Cona, alle 14. 45. Non vi si potrà partecipare, e ciò aggiunge dolore al dolore. In ossequio alle normative vigenti in questo periodo di emergenza sanitaria, infatti, non sarà ammesso nessuno. Né alla partenza stessa, né all’arrivo previsto per le 15 circa alla chiesa di San Luca a Ferrara, in via Otello Putinati. Ed anche in chiesa potranno entrare solo i parenti più stretti, oltretutto in numero limitato. Dopo la cerimonia, il feretro sarà trasferito in Certosa per la cremazione.
testimonianze
L’eco suscitata dalla scomparsa di Cazzanti non si è attutita. Davide Zuccatelli, giocatore delle giovanili spalline ad inizio anni ’70, poi notissimo allenatore, ci diceva: «Una bella persona, Luciano. Appassionato come pochi per il calcio, in particolare per la Spal. Il suo grande amore, la sua ragione di vita. Un grande e generoso amico, mancherà a tutti. Mi spiace non poterlo salutare un’ultima volta».
E Massimo Zibelli, allenatore della Laghese, un lungo e brillante percorso nel nostro calcio: «Mi dispiace tantissimo. Luciano avrebbe meritato che gli si rendesse omaggio».
traccia indelebile
Fisicamente non potrà essere così, ma oggi la partecipazione – in primis di quelli che sono stati i “suoi” ragazzi in biancazzurro – sarà idealmente nutrita. Con Cazzanti se n’è andata una parte consistente (l’ultima, forse) di quel calcio genuino, vissuto sui campi, per passione e amore per una maglia e una bandiera. Ma la sua traccia resta, e Luciano figurerà sempre in una immaginaria hall of fame della Spal. A giusto titolo. –
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