Tutto da rifare Metà serie A rompe il fronte «Niente ritiro»
All’indomani della decisione della Serie A di fissare al 13 giugno la data della ripartenza, tutto torna in discussione. Durante una videoconferenza tra le società, Beppe Marotta ha aperto il fronte di chi ritiene impossibile rispettare le prescrizioni del protocollo sui ritiri blindati di 14 giorni, che dovrebbero partire da lunedì. Molti dirigenti hanno condiviso la posizione dell’amministratore delegato dell’Inter.
Il nodo è questo: quasi nessun club di A può ospitare tutto il «gruppo squadra», formato da circa 50 persone, all’interno del proprio centro sportivo. L’Inter, ad esempio, ha 26 camere. Quindi metà della comitiva dovrebbe alloggiare in un hotel fuori dai cancelli della Pinetina.
Un controsenso per una misura pensata per eliminare i rischi di contagio. Per questo l’Inter dal 18 maggio non partirà con gli allenamenti collettivi, ma proseguirà con le attuali sedute individuali. Quasi metà delle squadre sono sulla stessa posizione. La Juventus è pronta a partire, ma attende gli sviluppi dei prossimi confronti sul protocollo tra Figc e governo.
I calciatori evidenziano altri dubbi. Al termine di una riunione tra i rappresentanti delle 20 squadre, è stara definita «prematura ogni valutazione sulle tempistiche di svolgimento del ritiro». Non ha senso andare in clausura per 14 giorni senza sapere se il campionato ripartirà davvero. E, anche se ricominciasse il 13 giugno, resterebbe scoperto un periodo di due settimane tra la fine del primo ritiro e le partite ufficiali. Per questo sta emergendo la necessità di un protocollo intermedio da affiancare a quello appena varato.
Resta poi l’incognita del nuovo positivo che costringerebbe a mandare in quarantena tutto il gruppo, anziché il singolo contagiato come succede in Germania. Proprio su questo Malagò aveva aperto al termine della Giunta Coni: «È una decisione che può essere rivista». La Figc invece ha varato un pool ispettivo «con il compito di verificare il rispetto delle indicazioni contenute nei protocolli sanitari della Federazione», per scovare i furbetti degli allenamenti.
In questi mesi sono state tante le voci attorno a società che facevano lavorare i giocatori sul campo. Da lunedì in teoria tutti avrebbero potuto ricominciare a farlo senza sotterfugi. Ma adesso torna a vacillare anche questa certezza. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
