Gnani, la grande avventura va in archivio «Che carriera tra scudetti e Champions»
Il fischietto ferrarese deve chiudere con l’attività arbitrale per raggiunto limite d’età: potrebbe fare il commissario
l’intervista
Niente torte, niente festeggiamenti, niente ciliegine. È stato un finale un po’ amaro: nella rete dell’emergenza globale ci è finita la pallavolo ma anche l’ultimo nostro rappresentante nel gotha di questo sport. Non avremo più in cima al seggiolone Giorgio Gnani sui campi di Superlega (aveva esordito in serie A nel 1997) o in giro per il mondo (qualifica di internazionale dal 2006): l’arbitro ferrarese ha infatti raggiunto il limite di età e dovrà dunque appendere l’amato fischietto al chiodo.
Giorgio, è arrivato il grande giorno...
«Sapevo già che questa sarebbe stata la mia ultima stagione ovviamente – spiega il 55enne, che ha raggiunto i limiti di età previsti –: non pensavo però che finisse in questo modo. È chiaro che avrei potuto chiedere e magari sarebbe potuta arrivare anche una deroga nei prossimi mesi. Ma ho deciso che va bene così, la mia carriera è stata fantastica».
Le è mancata l’ultima perla, la finale scudetto maschile da primo arbitro?
«Ricordo le parole di un commissario arbitrale, tanti anni fa: pensate alla finale dei 100 metri alle Olimpiadi, otto che partono, uno solo che vince l’oro. C’è un numero uno, è vero, ma ci sono anche altri sette presenti in quella finale. Quindi, è vero, mi manca quell’ultima soddisfazione ma resterò anche il “primo arbitro” dell’ultima competizione che ha assegnato un trofeo, la coppa Italia dello scorso febbraio. Ricordo poi con tantissimo piacere le diverse finali scudetto femminile, sia da primo che da secondo degli anni scorsi. E poi le esperienze in Champions e in Cev, quelle a due edizioni dei Giochi del Mediterraneo e la finale delle Universiadi femminili del 2011 a Shenzhen. E tante altre occasioni».
Negli ultimi anni ha arbitrato “assieme” al videocheck. Come si è trovato con l’elettronica di cui si fa un gran parlare anche negli altri sport?
«Lo ritengo da sempre un grande aiuto per tutti. Obiettivamente ha dato un grande aiuto a noi arbitri anche se qualcuno ritiene che il rischio è di non arbitrare più. Ma io sono sempre stato favorevole».
Giocatori, allenatori, dirigenti: come è andato il rapporto con loro?
«In questi giorni, successivi alla mia decisione, ho ricevuto tanti attestati di stima da parte anche di persone del mondo pallavolo che mai mi sarei aspettato. Mi ha fatto piacere, non posso nasconderlo. Si fa l’arbitro per passione, un po’ per narcisismo, ma poi c’è tanta gestione dei rapporti con chi ti sta intorno. Penso di essere andato bene in questi anni».
Con lei sparisce Ferrara dal palcoscenico maggiore della pallavolo...
«Come arbitri, è vero, abbiamo solo Riccardo Barabani in serie B. Ma abbiamo un bel gruppo di giovani».
E sulle squadre maggiori della nostra provincia, che ne pensa?
«Che due squadre in serie B sono un bene. Che sarebbe bello avere qualcosa di più ma che a settembre avremo grossi problemi. Economici in primo luogo, anche per le squadre minori, che poi dovranno fare i conti anche con la disponibilità degli impianti e le previste sanificazioni».
E Giorgio Gnani su quali campi lo vedremo impegnato a settembre?
«Intanto mi occupo degli arbitri ferraresi. Poi vedremo. Difficile staccarsi dall’ambiente: di solito si diventa commissari arbitrali». Niente seggiolone e fischietto ma ancora tanta pallavolo nel futuro. —
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