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Ibra prepara l’addio E pensa al Bologna per imitare Baggio

Stefano Mancini
Ibra prepara l’addio E pensa al Bologna per imitare Baggio

Mihajlovic rivela: «Lascerà il Milan, ci provo» L’alternativa ai rossoblù è il rientro in Svezia 

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il caso



Tra Milan e Ibrahimovic il rapporto è stato bello finché è durato: uno splendido 38enne ha dato lezioni di calcio a una squadra di giovani non tutti dotatissimi. Buona l’idea, poi però è successo un pandemonio, dal Covid-19 all’ennesimo terremoto in casa rossonera. La storia è arrivata così al capolinea: proseguirà fino all’ultima partita di stagione, qualunque essa sia, quindi, a meno di sorpresone, arriverà il divorzio. Nel futuro di Ibra ci sono gli svedesi dell’Hammarby, società con cui si è allenato durante il lockdown, o il Bologna. Nel primo caso il link è al suo Paese, nell’altro al tecnico amico. Nessuna delle due squadre lo renderà più ricco né lo farà vincere, ma ci consentirà di ammirarlo ancora un po’.

La destinazione italiana sembra la preferita. Esisteva anche un’opzione Monza: Adriano Galliani gli aveva fatto un’offerta e Ibra l’ha ascoltata, ma chiedergli di ripartire dalla B, seppure con un progetto vincente, alla sua età era troppo. «Mi ha telefonato, certamente non rimarrà a Milano - ha rivelato Mihajlovic a una tv serba -. La domanda è se verrà da noi o se tornerà in Svezia. Il Bologna l’anno prossimo lotterà per tornare in Europa».

C’è qualcosa di magico nell’atmosfera del capoluogo emiliano, un effetto Cocoon che in passato ha rivitalizzato talenti che parevano sulla via del tramonto. Giuseppe Signori è uno dei giocatori simbolo della società rossoblù: 6 stagioni disputate fra i 30 e i 36 anni al ritmo di un gol ogni due partite. Altri nomi di illustri ultratrentenni? Roberto Baggio, Marco Di Vaio e Gianluca Pagliuca. Il Divin codino restò per un anno solo, ma che anno: 22 reti in 30 partite. Straordinario fu anche il rendimento di Di Vaio: 65 volte a segno in 143 incontri, prima di trasferirsi in Canada a 36 anni prima dell’addio al calcio. Pagliuca, invece, arrivò a pochi mesi dal 40º compleanno.

Quanti chilometri ha ancora nelle gambe e nella testa Ibrahimovic? Le otto partite giocate tra gennaio e la chiusura per Coronavirus hanno trasmesso l’immagine di un fuoriclasse ancora in grande spolvero, capace di farsi rimpiangere.

L’attaccante svedese ha capito che il suo momento e quello del tecnico Pioli, con cui è in buona sintonia, stanno per finire e ne approfitta per lanciare messaggi via twitter. Ieri ha pubblicato «Metà dio, metà diavolo». Nei giorni scorsi dal suo attico milanese aveva scritto «Dio è tornato e vi guarda dall’alto». Emanazioni del suo ego, ma anche messaggi in codice: sono qui, venite a cercarmi. —



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