Di Biagio può restare «Vediamo a giugno»
La proprietà vorrebbe il tecnico anche il prossimo anno A prescindere dalla categoria. Il mister: ne parleremo
ferrara
Da poco nel mondo Spal, una manciata di allenamenti e tre partite, però già così centrale per il presente ed il futuro. Gigi Di Biagio è l’allenatore che la proprietà appoggia in pieno in questo tentativo di rimonta salvezza ma anche l’uomo al quale affidarsi per la prossima annata: «Ha portato una nuova mentalità, vorremmo rimanesse» hanno affermato patron Colombarini e il presidente Mattioli. Di Biagio è stato centrocampista di forza e fatica, tenacia e grinta. Non si arrende. È tornato a Ferrara da pochi giorni dopo il lockdown vissuto a Roma. Crede più che mai nella sua Spal, guarda al presente. Però l’idea di restare in biancazzurro a prescindere lo stuzzica. In fondo, questa, è la sua prima esperienza da capo allenatore in un club.
Approccio ok
Una prima volta iniziata sicuramente con buoni spunti ma bruscamente interrotta. Le settimane di chiusura causa coronavirus gli sono servite per conoscere meglio i suoi giocatori (tramite video) fuori dal campo. Sette (Vicari, Bonifazi, Murgia, Valoti, Petagna, Cerri e Di Francesco) li aveva già avuti con le nazionali giovanili e ora dopo un po’ di tempo alla corte estense Di Biagio dice di sentire la Spal più sua di quanto non si possa pensare. Con tre punti cardine in chiave ottimistica: «È assurdo che questa squadra sia penultima - ha più volte ribadito l’allenatore -. A Ferrara c’è un ambiente da alta serie A e Bonifazi è un giocatore da Nazionale».
Il 48enne tecnico romano è fermamente convinto del potenziale e del materiale tecnico e umano su cui continuare a lavorare, magari cercando di risolvere la questione “attacco anemico”: «Siamo passati al 4-3-3 con alcune variazioni. La difesa a quattro mi dà equilibrio, ma l’atteggiamento generale era stato più aggressivo. I gol arriveranno. Per salvarci avremmo bisogno che Petagna toccasse quota venti reti».
Fame di punti
E se sarà ripresa, nessuno sguardo – o quasi – a calendario o possibili tabelle: «Dovremo giocarci il risultato sempre. Saranno importanti gli scontri con le genovesi. I punti necessari possono variare da 15 a 20, dipende come s’incastrano i risultati delle avversarie. Noi guardiamo tutte quelle che ci stanno davanti nel giro di dieci punti. Almeno quattro le abbiamo nel mirino. Non mi basta arrivare quart’ultimo, vorrei salire più su. Sono ottimista per natura. La percentuale salvezza è decisamente bassa per tutti ma nella mia testa è molto più alta. Ho uno slogan da lanciare per squadra e città: che si giochi o che non si giochi, la Spal deve rimanere in serie A».
Futuro
Recentemente Simone Colombarini ha speso parole al miele sul possibile futuro di Di Biagio ancora a Ferrara anche al termine di questa travagliata stagione sportiva: «Ciò che ha detto il proprietario mi ha fatto molto piacere - ha raccontato Di Biagio alla Gazzetta dello Sport -: però preferisco arrivare a giugno e poi discuterne. Sarei contento di rimanere a prescindere dalla categoria. Ferrara è un ambiente ideale per lavorare». —
Alessio Duatti
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